Vissuto eucaristico e sacerdozio del cuore

        Cristo è  lo sposo della chiesa perché «ha dato se stesso»: il suo corpo è stato «dato», il suo sangue è stato «versato» (cf. Le 22, 19-20). In questo modo «amò sino alla fine» (Gv 13, 1). II «dono sincero» contenuto nel sacrificio della croce, fa risaltare in modo definitivo il senso sponsale dell’amore di Dio. Cristo è lo sposo della chiesa come redentore del mondo. L’eucaristia è il sacramento della nostra redenzione. E’ il sacramento dello sposo e della sposa. Nel «grande mistero» di Cristo e della chiesa viene introdotta la perenne «unità dei due», costituita sin dal «principio» tra uomo e donna» (MD 26).

          E’ quindi sullo sfondo di questo «grande mistero» che possiamo penetrare ad un certo punto nel mistero della spiritualità eucaristica della beata Teresa Maria della Croce. La reciprocità tra Cristo e la chiesa si concretizza nella reciprocità tra Cristo e la donna che le è particolarmente consacrata.

        E’ bene qui ricordare come la Bettina, da bambina, da adolescente e in maniera ancora più intensa da adulta, abbia amato, venerato, penetrato il mistero dell’eucaristia. La sua vocazione è coinvolta in questo sacramento con la sua capacità come sposa di amore e di dono insostituibili. Sposa di Gesù, Teresa Maria della Croce lo incontra in modo particolare nell’eucaristia. La sua devozione al sacramento della presenza reale, l’opera dell’adorazione perpetua del Corpus Domini, l’invito alla riparazione, tutto questo costituisce un vissuto eucaristico molto ricco. Tra lei e l’eucaristia, come tra la Chiesa e il memoriale del salvatore che celebra continuamente (cf Le 22, 19; / Cor 11,24), esiste un legame vitale.

          Teresa Maria della Croce non ha lasciato degli scritti sull’eucaristia.  Pertanto il suo messaggio rimane un vissuto vivo e viene analizzato alla luce del sacerdozio del cuore.

(Padre Jean Sleiman)

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