Al sacerdote Don Onorio Pugi

J.M.J.T

11 agosto 1888

          Rev.do D. Onorio,

          ho ricevuto la sua lettera e, dopo aver riflettuto davanti a Gesù sulle sue decisioni, mi sembra che abbia fatto bene a ricorrere ai mezzi che mi dice di aver preso. Il Signore ci aggiunga la sua santa grazia perché siano efficaci come desideriamo, ma preghiamo molto, perché sento in me che ci sarà ancora da soffrire. Lei però non si scoraggi, perché nella certezza di fare tutto per la gloria di Gesù, dobbiamo essere indifferenti sui risultati delle nostre azioni, sapendo che egli spesso trae il bene dal male, e qualche volta permette che non riusciamo come vorremmo, perché scorge in noi troppa ansia di fare del bene alle persone che ci interessano. Queste ultime parole le applico a me stessa, sapendo benissimo, sebbene la signora Duchessa non voglia farmelo capire per delicatezza, che è amareggiata, perché alcune delle mie parole incoraggianti e qualche mio consiglio, non sono stati coronati con quel felice successo che si aspettava. Le assicuro che se le mie ispirazioni fossero state dubbie, non mi sarei dimostrata così sicura; e come ora sento che resta molto da soffrire per ottenere la grazia, allora ero certa di un successo imminente, ma tante volte noi stessi allontaniamo le grazie che il Signore ci prepara.

          Sono addolorata per loro, ma tranquilla in coscienza, anzi lieta di questa mortificazione, che offro a Gesù a loro vantaggio, e lo prego caldamente di consolarli. Ma soprattutto prego perché questa buona figliola si persuada di cooperare con la grazia facendosi un poco di violenza, sicura che, ottenuto questo, tutto è vinto. Gesù non può mancare alle sue promesse, e non respinge la preghiera della riconoscenza, ma non vuole fare tutto da sé. La prego di non comunicare i miei dubbi alla signora Duchessa riguardo alla sua amarezza nei miei confronti, per non esasperare il suo cuore sensibile già abbastanza provato da tante sofferenze. Desidero rivederla a Campi. Posso sperarlo? Nella sua famiglia stanno tutti bene e la salutano. Preghi per me, perché anche io non manco di raccomandare lei e questi signori al Cuore amoroso di Gesù nel quale la lascio, pregandola di benedirmi.

                                                                                                                                                                                        umil.ma Serva                                                                                                                                                                                           Sr. Teresa d.c.

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