Ad amare si impara

15/05/2018

Ad amare si impara – La mia vita è vocazione” è questo il tema del ritiro dei giovani di Sicar (FI), momento centrale del cammino di quest’anno. “Questa è una verità che non dovremmo mai dimenticare: nell’intimo delle nostre viscere, c’è, prima di tutto, la spinta dell’amore verso l’altro, il desiderio di dare e condividere la vita”  e amare “non si esaurisce in un’intima esperienza spirituale, ma chiede l’apertura al prossimo, alle persone in carne ed ossa. L’amore si deve incarnare, deve diventare gesti concreti, atti di coraggio, coinvolgimenti spesso scomodi con la comunità umana” (Rosanna Virgili). Creati ad immagine e somiglianza di Dio, noi siamo capaci di relazione con Dio, con gli altri e con la creazione.

E in quanto sua immagine, per natura noi siamo vocati: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità” (Ef 1,4). Continua poi suor Emanuela Giordano nel suo incontro: Una questione di cuore, una questione di essere. Il cuore di tutti è fatto solo per Dio, ed è inquieto finché non riposa in Lui (S. Agostino). Tutti siamo chiamati alla sponsalità, e l’amore sponsale a cui siamo chiamati è eucaristico: ovvero il dono di sè.

Testimone per eccellenza, S. Teresa di Gesù Bambino, consegnataci nell’incontro con padre Gabriele Morra OCD nella comunità dei padri ad Arcetri: ella ha ricercato anzitutto la scienza dell’amore, una scienza biblica che si acquisisce in pieno campo, proprio lì dove uno vive. La scienza dell’amore si dà nel qui e nell’ora, la vocazione è scritta nell’oggi.

“La scienza d’Amore, oh si! La parola risuona dolce all’anima mia, desidero soltanto questa scienza. Per essa, avendo dato tutte le mie ricchezze, penso, come la sposa dei cantici, di non aver dato nulla. Capisco così bene che soltanto l’amore può renderci graditi al Signore, da costituire esso la mia unica ambizione” (Manoscritto B – S. Teresa di Gesù Bambino).