Commento al Vangelo del 22 Maggio 2022

don Luigi Maria Epicoco

Dal Vangelo secondo Giovanni14,23-29

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io
vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate»

Ricordare

Non è ancora Pentecoste eppure già si comincia ad affacciare nel vangelo lo spirito santo.

È Gesù a parlarne a un branco di discepoli impauriti, cerca di spiegare che lo spirito santo innanzitutto ha come ruolo quello di ricordare le cose di insegnare per tutte intera la lezione che lui è venuto a inaugurare.

È bella questa definizione a poche domeniche dalla Pentecoste, la definizione di spirito santo come colui che ci ricorda l’essenziale perché quando noi perdiamo di vista il motivo delle cose allora è lì che subentra il turbamento è lì che non capiamo più che cos’è la pace che Gesù ci è venuto a raccontare perché uno vive in pace quando si ricorda il motivo delle cose che sta vivendo.

Se tu non ti ricordi il motivo per cui vale la pena tua moglie, tuo marito, i tuoi figli, il tuo lavoro, anche le cose difficili che vivi perché ne valgono la pena?

Allora in quel momento il turbamento, la mancanza di pace prendono il sopravvento e Gesù viene oscurato, il senso viene oscurato e tutto diventa la dittatura della paura.

In quel momento invece lo spirito santo ci ricorda le cose ci ricorda l’essenziale ci rimette con i piedi per terra non ci fa scappare dalla realtà ma anzi riportandoci al senso delle cose ci ridà una pace profonda, una mancanza di turbamento che poi è la vittoria di cristo che forse è il primo segno della resurrezione, ancora manca qualche domenica a quello sconvolgimento della Pentecoste quando quelle porte saranno spalancate e i discepoli scaraventati fuori perché la paura non deve avere mai l’ultima parola sul nostro cristianesimo, sulla nostra vita, sulle nostre scelte.

Ma il primo passo di questa lezione della Pentecoste è ricordarsi che noi invochiamo lo spirito santo per un motivo fondamentale: perché ci ricordi le cose, perché ci ricordi il motivo, perché ci ricordi il senso.

Se noi perdiamo di vista il senso siamo perduti noi ma se ci ricordiamo del senso allora non soltanto non siamo perduti ma siamo ritrovati e abbiamo addosso qualcosa che nessuno potrà toglierci