Egitto

A servizio della donna e della famiglia

Comunità di Dronka

La realtà egiziana può essere definita all’insegna di un notevole contrasto in cui convivono grande ricchezza ed estrema povertà ed una convivenza difficile tra credenze e fedi diverse, che condizionano la vita all’interno della famiglia, nella società e nei gruppi di appartenenza.

Nel tragitto in treno dalla città del Cairo alla cittadina di Assiut si tocca quasi con mano che il Nilo è la fonte della vita, la sussistenza di questo popolo.
L’acqua rende fertile un percorso di vari chilometri e intorno a questi vi sono fattorie e aziende agricole gestite da ricchi, mentre nei piccoli villaggi rurali chi è povero è analfabeta e vive alla giornata, e i bambini sono considerati “forza lavoro” fin da piccoli per contribuire al sostentamento della famiglia nel lavoro dei campi, dove vige ancora la tecnologia delle “quattro zampe”.

Oltrepassata quest’oasi fertile è impressionante vedere l’assenza di vita nella distesa immensa del deserto.
Nelle grandi città colpisce la maestosità delle costruzioni, la bellezza dei giardini e dei fiori e non manca un traffico caotico impressionante.

Nei volti e nel portamento anche delle persone povere si percepisce ancora il senso della nobiltà faraonica e la bellezza propria delle donne egiziane tramandata dalla storia.

Orme dell’antico Egitto sono: il “Il villaggio faraonico“, ricostruzione creata in un braccio del Nilo rappresentativa di arti, mestieri e immagini delle divinità, testimonianza dell’antico splendore; a Ghiza le piramidi, imponenti e maestose che l’uomo di oggi tenta di ricostruire ma di cui, nonostante i progressi dell’ingegneria edilizia, non è stato capace di scoprire i segreti.

La popolazione dell’Egitto è numericamente ricca e nei villaggi le famiglie, di tipo patriarcale, vivono ancora in nuclei molto numerosi dove i bambini non si contano e il ruolo della donna è segnato in partenza: la procreazione, la cura dei figli e della casa. Lo sposo non scelto per amore ma imposto dai genitori, ha su di lei tutti i diritti.

Dal punto di vista religioso l’Egitto, pur essendo un Paese prettamente musulmano, ha al suo interno una presenza di copti suddivisi in ortodossi – 9 milioni – e cattolici, appena 250 mila.
La gioventù che frequenta la chiesa è formata in maggioranza da ragazze, e rischia di rimanere senza formazione umana e spirituale perché, per la cultura locale le donne sono limitate nei contatti con l’esterno, ma non mancano studentesse universitarie, più aperte ed impegnate nel sociale.
La Chiesa cattolica egiziana è viva e lavora molto a favore dei poveri, organizza corsi per i catechisti, settimane di formazione e incontri di preghiera.