La Chiesa è…

21/03/2019

Settimana comunitaria: l’esperienza dei giovani di San Leone al centro SICAR

Dopo molti momenti di convivenza – alcuni migliori e altri peggiori – è stata una nuova consapevolezza a suggerire al movimento giovanile di San Leone (FI) un’esperienza nuova. Il gruppo ha volentieri lasciato i soliti, conosciuti e confortevoli spazi della Parrocchia per lanciarsi in una nuova sfida, entusiasmati dall’accoglienza delle Suore Carmelitane del centro spirituale SICAR.

Subito al primo impatto le tre religiose accompagnatrici ci hanno fatto sentire a casa e hanno iniziato a rivelarsi quella preziosa guida silenziosa che ci avrebbe accompagnati per tutta la settimana, quella voce diversa di cui avevamo bisogno. I giorni sono trascorsi in un battito di ciglia e neppure la responsabilità dell’autogestione è riuscita ad appesantire l’atmosfera; ognuno ha fatto la sua parte per prendersi cura del gruppo e per mantenere il decoro della casa. I momenti di tensione e scontro sono stati risolti dal dialogo ed in men che non si dica siamo arrivati al sabato dei saluti.

Nonostante ciascuno abbia mantenuto i propri impegni personali e quelli dell’abitazione, non sono mancati i momenti di incontro per il confronto e la crescita del gruppo. Principalmente, grazie alla guida delle tre accompagnatrici, abbiamo ripercorso il tema della Chiesa e del suo rapporto con i giovani. “La Chiesa è San Leone“, “la Chiesa è Cristo“, “la Chiesa siamo noi“, “la Chiesa è un’istituzione“, “la Chiesa è vicina“, “la Chiesa è lontana” sono solo alcune delle risposte che sono emerse dal radicato quesito sull’identità della Chiesa. Ma molti altri spunti interessanti sono usciti anche dalla riflessione sulle reciproche aspettative fra noi giovani e la Chiesa. In sostanza, domandarsi chi siamo all’interno dell’istituzione di Cristo ci ha resi più consapevoli della nostra identità, della nostra responsabilità e – perché no?! – della nostra personale vocazione.

In queste situazioni, più di ogni altra, sono venute a galla le capacità di guida, ascolto e accoglienza delle tre religiose che ci hanno preso per mano cercando di tirare fuori il meglio da ognuno di noi e aprendosi come fanno gli amici di vecchia data. In questo modo, nonostante abbiano sempre rispettato la nostra indipendenza e autonomia, si è creato in pochissimo tempo un legame solido, un filo rosso che ci collega a loro e alla loro realtà.

“Ho imparato a fare un sacco di cose che a casa non ho mai fatto”, dice Francesca durante il confronto finale, “non vedevo l’ora di tornare a casa quando ero a scuola”, aggiunge Elisa, ma è Filippo a evidenziare l’altro lato della medaglia: “mi sono mancati i momenti di preghiera spontanea con il gruppo”. Eh sì, probabilmente non siamo riusciti a trovare una perfetta sintonia come gruppo davanti a Gesù, ma sicuramente abbiamo fatto una scoperta che non ci ha lasciati indifferenti.

Avevamo, infatti, accesso alla Chiesa dell’Adorazione Perpetua, dove da 117 anni qualcuno si trova sempre davanti al Santissimo in silenzio per un momento di ascolto, di raccoglimento o di sfogo. È stata un’opportunità preziosa, una sicurezza per il gruppo e sicuramente una bella occasione per tornare a riscoprire quei luoghi che in così poco tempo ci hanno fatto crescere così tanto.

Movimento giovanile della Parrocchia San Leone di Firenze