La vita

DALL’INFANZIA ALLA GIOVINEZZA

Teresa Manetti, familiarmente chiamata Bettina, nasce il 2 marzo 1846 in un paese della campagna toscana, Campi Bisenzio e cresce in una famiglia di gente semplice.

Nella sua vita di bambina e di ragazza troviamo esperienze comuni a tanti: la serenità di una tranquilla atmosfera familiare, le soddisfazioni personali, ma anche il lutto e il peso della povertà. Teresa deve a questi inizi così semplici, il merito di aver radicato la sua storia spirituale in un terreno fatto di cose essenziali e di esigenze chiare.

L’improvvisa perdita del padre, quando Teresa ha solo tre anni, lascia un vuoto in famiglia, e mette alla prova la giovane madre con le conseguenze della solitudine e dei problemi economici: talvolta non saprà nemmeno come sfamare i suoi figli. Ma il pesante carico della situazione non spegne le risorse di questa donna, che, fondata su una fede schietta, riesce a crescere i bambini aprendoli positivamente alla vita.

Teresa sarà una ragazzina vivace e allegra, anche se debole di salute, volitiva e ricca di iniziativa. In lei sono ben vivi il richiamo alla gioia e il desiderio di procurarsela: è dotata di naturale simpatia. In questo modo, si trova spesso al centro dell’attenzione e viene facilmente lodata per le tante dimostrazioni delle sue doti e abilità. A queste cure dedica molto tempo e tutto le viene ripagato con il pieno successo; ma accanto a questo, c’è un tempo che ama spendere in senso profondo, quasi “sprecandolo” nel silenzio di una chiesa, dove intuisce qualcosa di più libero e gratuito, oppure nell’angolo della sua stanza, quando alla sera torna a chiedersi: “in fondo, a che mi serve tutto questo?”.

In lei si fa strada il vivo desiderio di Dio, messo sempre più a confronto con la sua vita quotidiana. Per qualche anno riesce a seguire entrambe le attrattive, finché si accorge che si impone per lei una scelta. Dio le offre di riempirle la vita, di raccogliere tutti i suoi desideri e di ricambiarli con un amore unico e totale. Prende così la sua irrevocabile decisione: “Quando mi detti tutta a Dio, avevo 19 anni”.
Non ha in mente nulla di più che piacere a Dio, a partire dalle ragioni segrete che lei sola conosce: infatti quasi nessuno capisce il perché di certi suoi cambiamenti nello stile di vita, non ci si spiega perché non le piacciano più le cose di prima, perché abbia fatto dei poveri i suoi migliori amici e della preghiera la sua unica vera gioia.

Nel piccolo paese di Campi, come in tutti i paesi, ciascuno ha da dire la sua, ma accanto a chi la deride per strada, c’è chi si sente contagiato da questa realtà nuova e tanto radicale.

Le sue amiche, infatti, le si fanno sempre più vicine, si trovano in sintonia con i suoi stessi ideali e desiderano condividerli. Così, tanti piccoli passi portano Teresa a lasciare la sua casa, per andare a vivere con due compagne in un paio di stanze prese in affitto: è il 15 luglio 1874, vigilia della festa della Madonna del Carmelo. Lì comincia ad espandere, in tutta libertà, il suo amore a Cristo, cercato notte e giorno nella preghiera, servito con sollecitudine nei poveri che loro, altrettanto povere, vanno a visitare di porta in porta.