La vocazione universale alla Santità

24/04/2017

Avrei voluto avervi tutte presenti, e presenti vi ebbi veramente davanti al Signore. Presso di Lui, le distanze spariscono, non esistono le separazioni. Questo ci rianimi e ci unisca sempre nella preghiera e nell’azione” (Lettera n.161)

Il 23 aprile ricorre la festa della Beata Madre Teresa Maria della Croce, patrona di Campi Bisenzio (FI), dove è nata e ha dato inizio alla famiglia religiosa delle suore carmelitane di Firenze. Una madre, che sapeva custodire nella preghiera e nel servizio le persone che le venivano affidate, che ha saputo, insieme alle sorelle che l’hanno seguita, generare vita nuova e comunione nelle realtà che ha incontrato. E continua tuttora grazie al carisma, dono dello Spirito Santo che continua l’opera iniziata a fine ‘800.

Le celebrazioni hanno avuto inizio venerdì sera con una processione animata dalla Parrocchia del Sacro Cuore di Campi, con testi dalla vita della Bettina, che hanno illuminato diversi aspetti significativi come: la povertà, la preghiera, la vita comunitaria, la maternità, la missione.

Sabato mattina la Messa solenne presieduta da Mons. Bellandi, che di Bettina ha evidenziato anzitutto l’appartenenza al Signore come unico bene. Guardando a lei, ci ha invitato a quella che è la vocazioneuniversale alla santità, che mette il Signore al primo posto e ha un’attenzione piena d’amore ai fratelli: la carità, ovvero un cuore che sa commuoversi per chi gli è accanto. Altro aspetto caratteristico della Beata Madre è la gioia, come riverbero di un cuore innamorato a sua volta riamato. Questa è la bellezza di vita che questa testimone ci vuole comunicare con il suo esempio.

Domenica sera, presso il teatro Dante, il concerto dei cori Il Melograno, Fuori Coro e  July Gospel Singers, un vero successo grazie al talento dei tre cori che si sono succeduti in un’ammirevole ed emozionante serie di canti, intrecciando repertori religiosi e non.

Il ricavato dello spettacolo andrà a favore della missione delle nostre suore a Fanar in Libano.

Procuriamo, in carità, di non mettere ostacoli ai tanti disegni che ci manifesta continuamente e saremo sicure che tutto andrà alla sua maggior gloria” (Lettera 13).

Coraggio! Il Signore è con noi e questo ci deve bastare!” (Lettera 13)

L’assicuro, ch’io per lei non sarò meno di una madre” (Lettera 58).