Liberi per scegliere

01/02/2018

“Ti senti una persona libera?”

Sembrerebbe facile rispondere sì o no. Ma non basta. Come puoi provarlo?

Questa domanda mi ha messo in discussione e non è stato immediato trovare una spiegazione sul fatto che mi sento libera… fino ad un certo punto.

Questo è stato il tema del campo a Castagno con i ragazzi della Parrocchia di S. Jacopino (FI), gli educatori e don Daniele Centorbi.

#liberi per scegliere: Maria è il nostro modello, di chi è riuscito a mettersi in ascolto, ad andare contro le convenzioni sociali e il giudizio degli altri per affidarsi a Dio e compiere la sua libera scelta.

Attraverso la testimonianza di un poliziotto del tribunale minorile abbiamo capito chenella nostra vita possiamo sbagliare scelte, è importante esserne responsabili considerando che la libertà non vuol dire fare tutto ciò che si vuole, e tenendo sempre distinto il peccato dal peccatore.

La parola “peccare” significa mancare bersaglio, è stata dunque preziosa l’esperienza del tiro con l’arco, dopo che alcuni esperti ci hanno spiegato la tecnica.

Nell’adorazione davanti a Gesù Eucaristia ognuno ha potuto riflettere sul progetto di Dio sulla propria vita guardando dove ha mancato bersaglio, sviando dalla strada del bene. La buona notizia è che si può sempre ricominciare da capo, che certo “un germoglio spunterà dal tronco secco di Iesse”,  che ci è stata data una via di uscita dalla schiavitù: ognuno ha potuto così accostarsi al sacramento della riconciliazione e a un colloquio personale.

Una sorpresa dopo l’altra: nella notte ci siamo tutti riuniti all’osservatorio per vedere le stelle e le costellazioni.

Una coppia di futuri sposi ci ha dato testimonianza sul proprio cammino di scelta libera e non senza fatica.

Ed infine prima di concludere la nostra 3-giorni con la Santa Messa, ci siamo divisi agruppetti per condividere delle esperienze personali: ad esempio quando ho detto un “no” a qualcosa o a qualcuno, ma questo “no” mi ha fatto soffrire perché appunto è stato un “no” responsabile.

Sono stati momenti di comunione profonda e queste 60 ore condivise insieme sono state l’occasione per rafforzare il legame tra noi educatori, tra educatori e ragazzi e tra i ragazzi stessi.

Cosa ci è rimasto di questi momenti? I bei ricordi di comunione, certo, sperando inoltre di aver suscitato delle domande… Dove sta il mio cuore? Cosa desidero veramente? Posso essere libero per scegliere?

Elsa