Poni lo sguardo al centro

21/10/2017

La famiglia carmelitana di Firenze si è riunita in occasione della Solennità di S. Teresa: i padri della comunità di Arcetri, le nostre suore carmelitane di S. Teresa, i terziari carmelitani e gli adoratori del Corpus Domini, insieme per festeggiare nell’incontro e nella preghiera questa grande madre e maestra. Un triduo scandito dalla S. Messa e rosario presso la Chiesa di S. Paolino, da una meditazione musicale con i testi della Santa presso il centro Sicar e dall’adorazione con S. Teresa nella Chiesa del Corpus Domini.

Un itinerario di preghiera per fare esperienza di un Dio che è amico, Padre, Dio dimisericordia, amante dell’uomo. Condotti passo passo dalla Santa, che raccontando il suo itinerario verso Dio, ha tracciato le orme per tessere un rapporto sempre più personale e fecondo Lui.

Conducevo un’esistenza quanto mai tribolata, perché nel corso dell’orazione scoprivo le mie colpe: da un lato Dio che mi chiamava, dall’altro io che seguivo il mondo. Le cose di Dio mi infondevano un’incontenibile gioia, ma le cose del mondo mi tenevano imbrigliata (Vita 7,22).

La sua misericordia è tanto grande che, pur restando invischiati nei nostri passatempi, negli affari, nei piaceri e negli intrighi del mondo, sempre altalenando tra cadute e riprese dal peccato (…), nostro Signore ci vuole accanto a sé. (Castello interiore II, 1-2).

L’anima s’immagini di essere alla presenza di Cristo: impari ad innamorarsi molto della sua Umanità e a portarlo sempre con sé, a parlare con lui, a chiedergli aiuto per le sue necessità, a lamentarsi con lui dei suoi problemi, a rallegrarsi con lui nei momenti di gioia, senza dimenticarlo mai a causa di essi, senza ricorrere a preghiere complicate, ma usando invece parole semplici. (Vita 12,2).

Noi non siamo angeli, ma abbiamo un corpo. Volerla fare da angeli, mentre siamo sulla terra, è una vera pazzia. Al sopraggiungere di affari da sbrigare, di travagli e di persecuzioni, Cristo è sempre un buonissimo amico perché all’atto stesso in cui lo vediamo uomo, soggetto a debolezze e sofferenze come noi, ci tiene compagnia. (Vita 22,10).

Il Signore ci chiede soltanto queste due cose: l’amore di Dio e l’amore del prossimo come campo d’azione in cui dobbiamo lavorare. Non si può sapere con certezza se amiamo veramente Dio, mentre si può capire se abbiamo amore del prossimo. State quindi certe che, quanto più vi troverete progredite nell’amore del prossimo, tanto più lo sarete anche nell’amore di Dio (Castello Interiore IV,1-4).

Con S. Teresa ricomincia il cammino dei giovani di Sicar di quest’anno: “Poni lo sguardo al centro” è l’invito che ha scandito il nostro ritiro e che accompagnerà i nostri incontri all’interno del castello interiore, nella preghiera, respiro dell’anima, e nella fraternità che ci unisce.