Sotto il segno della comunione

16/04/2018

Giornata carmelitana sotto il segno della comunione, della fraternità, della reciproca conoscenza: sabato 14 aprile si è svolto il primo incontro delle giovani in formazione di tre famiglie di suore carmelitane, le Piccole Suore di S. Teresa del Bambin Gesù, le suore Carmelitane di S. Teresa di Torino, e le suore Carmelitane di S. Teresa di Firenze. Iniziativa che si colloca all’interno di un più ampio progetto di condivisione promosso dall’USMI OCD, ovvero l’unione degli istituti religiosi di spiritualità carmelitana.

Ciascun istituto ha presentato il proprio carisma, una ricchezza e una bellezza tutta opera dello Spirito Santo che agisce nella storia ispirando uomini e donne Sante e opere di carità a favore di tutta la Chiesa. Viviamo l’unità nelle differenze: siamo infatti tutte carmelitane, con al centro l’essenziale, ovvero il rapporto d’amore con Dio, la carità, la missione, l’intensa vita fraterna; ma ciascuna con una sfumatura che la caratterizza: la piccolezza sulla via di S. Teresa di Gesù Bambino, l’amabilità e la vita interiore, l’adorazione al centro della vita e di ogni attività.

Ma la condivisione è stata ancor più personale nel racconto della vocazione di ciascuna a partire dal brano 1Re19,1-15, in particolare dalla domanda: “Che cosa fai qui, Elia? – Sono pieno di zelo per il Signore”. Ponendosi la domanda: “cosa ci faccio qui in questa famiglia religiosa? Perché desidero essere carmelitana?”, ciascuna è risalita alle origini della propria vocazione.

Non sono mancati i balli, i canti, le foto, tutto è coronato nell’azione di grazie nella S. Messa celebrata da padre Gabriele Morra OCD, che commentando il Vangelo di Gv6,16, ci ha ricordato che nei momenti di notte, quando il mare è arrabbiato, è assente Gesù e sembra di perdere il controllo delle cose, proprio Gesù viene: “Sono io, non temete” (Gv6,20). Sono io: la notte è un’esperienza di Cristo, in cui il chirurgo dell’anima opera, scavando nel profondo. “In questa tomba all’anima conviene stare per la Risurrezione” (S. Giovanni della Croce). E’ il bozzolo che Cristo tesse, in cui il verme muore, per rinascere a farfalla (S. Teresa di Gesù). Per i contemplativi, la notte è il luogo dell’incontro con la persona di Gesù Cristo che salva: sono io, non temete!