Una Santa della “porta accanto”

24/04/2018

Per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità, perché questa infatti è la volontà di Dio, la vostra santificazione (1Ts 4,3)…Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente” (Papa Francesco – Gaudete et exsultate).

La festa di Beata Teresa Maria della Croce, che ricorre ogni anno il 23 aprile, giorno della sua nascita in cielo, torna a ricordarci il cammino a cui ciascuno è chiamato: di santità, di una santità “della porta accanto”, come lo è stata lei, Bettina, cresciuta tra i volti della campagna fiorentina, a Campi Bisenzio.

Proprio questa dimensione del quotidiano è stata sottolineata nella solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da don Alfredo Jacopozzi, a partire dalla recente Esortazione Apostolica “Gaudete et exsultate” di papa Francesco, che ha scandito anche i passi della processione che si è snodata dalla parrocchia di S. Lorenzo al Convento, per la consegna dell’olio alla lampada votiva presso il corpo della Beata. E’ una santità intessuta di volti e relazioni autentiche, alimentata dai gesti del quotidiano, di cura e attenzione all’altro: ovvero è un modo di essere presenti, vivendo la propria vita con tutta la propria presenza, inchiodati al nostro quotidiano, alla dimensione del reale. Nutriti dall’Eucarestia, al centro del carisma della Beata Madre: è infatti la pienezza della nostra vita, dove questo stesso quotidiano viene assunto nel suo amore.

Alla sera della vita saremo giudicati nell’amore” (S. Giovanni della Croce): saldi dentro un amore autentico, reale, fatto di gesti concreti, verremo giudicati proprio sulla nostra capacità di amare, di essere presenti alla nostra vita sprigionando questa forza di amore.

Beata Teresa Maria della Croce ci indica i passi per “rimanere nel suo amore” (Gv15) con tutta la nostra vita: Eucarestia al centro, gesti concreti di cura e dono di sè all’altro.

Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, “la classe media della santità”. (Papa Francesco – Gaudete et exsultate).