Pregare il Vangelo della IV domenica: CHIAMATI AD ESSERE

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Pregare il Vangelo della IV domenica: CHIAMATI AD ESSERE

Gesù viene presentato al Tempio, viene riaffidato da Maria a Giuseppe nelle mani di Dio Padre.

Maria e Giuseppe consegnano a Dio il mistero della vita che hanno tra le braccia.

Ma gli affidano il proprio stesso mistero, il mistero della propria storia e della propria vocazione. La propria maternità e paternità ha infatti seguito strade difficilmente spiegabili razionalmente. Ora, soffermandosi dallo scorrere quotidiano del tempo, possono solo riconoscere di essere abitati da un mistero che li trascende. Con l’atto di presentare Gesù al tempio, esprimono la consapevolezza che il mistero delle loro vite appartiene a Dio, il Dio della vita.

Anche le nostre vite prendono a volte sentieri e svolte inaspettate. In questa domenica, possiamo stare di fronte alla nostra vita affidandola a Dio, con fiducia ed abbandono.

Il nostro stesso mondo interiore, con i suoi desideri e aneliti, è uno scrigno misterioso che poi si traduce in scelte e azioni. “Vocazione”, ovvero quella chiamata ad essere che sentiamo dentro, è una forza misteriosa in cui riconosciamo una grande potenzialità di felicità per la nostra vita, di amore e fecondità, di pienezza. Negarla significherebbe tradire una parte vitale di noi stessi, forse la più vera. Risponderle con il nostro “sì”, è l’inizio di un’avventura, perchè non sappiamo che cos’è questo quacosa che ci scalcia dentro perchè vuole nascere, vuole venire alla luce.

Samuele ed Anna sono rimasti fedeli all’intuizione e al desiderio che avevano dentro di sè per tutta la loro vita, anche attraverso l’attesa e la sofferenza: sono i nostri testimoni. Hanno infatti accettato l’apparente non-senso dell’attesa, il vuoto, la ferita, perchè qualcos’altro in loro voleva vivere (citaz. don Paolo Arzani).

Simeone ha abitato l’attesa, fedele al suo sogno. Ha vissuto quel sentimento di vuoto che abbiamo quando attendiamo qualcosa che non arriva. E’ stato fedele a quel germoglio di vita, di bellezza, di verità, di amore vero, che solo ora può tenere tra le braccia e vedere con i propri occhi. Ha lottato per custodire la propria autenticità, senza venir meno a causa della paura o delle pressioni degli altri.

Anna è rimasta vedova giovanissima. Non accetta di risposarsi. Resta nella sua condizione di estrema vulnerabilità. Accetta la solitudine (una spada, che le ha attraversato l’anima). Sarà una testimone per Maria: anche a Maria una spada attraverserà l’anima. Anche Anna vive un vuoto lungo molti anni, che riempie con la preghiera, ovvero con la presenza di Dio, con il volto di Dio. Anna ha saputo elaborare il vuoto del lutto e dell’assenza in un incontro con Dio, in una pienezza diversa. Anna, come Simeone, non ha tradito se stessa svendendosi in nome di una sicurezza o approvazione che poteva venirle dall’esterno. Ha conservato vivo e acceso il desiderio interiore e profondo di un incontro vero.

Simeone ed Anna possono farsi vicini a Maria ed essere per lei un segno, grazie a questa fedeltà e  capacità di portare pazienza, di attraversare la solitudine e il dolore, trasformando la ferita e il vuoto in qualcosa di fecondo. Per la loro capacità di vedere la luce anche quando la luce sembra non esserci più, essi sono in grado di essere sostegno anche nel cammino degli altri.

suor Marta del Verbo di Dio

One thought on “Pregare il Vangelo della IV domenica: CHIAMATI AD ESSERE”

  • Daniele Fiore

    Vi chiedo preghiere per me mi chiamo Daniele .Per la conversione di mio padre Salvatore fiore e Giovanna lo proto ,per tutta la mia famiglia …

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