Storie diverse ma una stessa direzione

Dal 16 al 22 agosto ho avuto la grazia di vivere un pellegrinaggio che è stato molto più di una semplice settimana lontana da casa.
È stato un cammino di preghiera, catechesi, testimonianze, incontri, fatica e condivisione, che poco alla volta è diventato un cammino dentro di me. Sono partita da sola, senza conoscere nessuno e senza sapere cosa avrei trovato.
Proprio questo mi ha insegnato ad affidarmi a Dio, a uscire dalle mie sicurezze e a lasciarmi sorprendere dalle persone che avrei incontrato. Quelle che all’inizio erano sconosciute sono diventate compagni di cammino, con cui condividere preghiere, risate, pensieri e momenti di fatica.
Ho capito ancora una volta che santi non si diventa da soli.
Un dono particolare sono state anche le catechesi e le testimonianze di persone, capaci attraverso le loro parole e le loro esperienze di farmi riflettere e guardare la mia vita con occhi nuovi.
Durante la settimana abbiamo incontrato le vite di San Francesco, Santa Chiara, Sant’Angela, Santa Teresa e Santa Rita.
Cinque storie diverse, ma una stessa direzione: Dio.
Da San Francesco mi porto la libertà di lasciare andare ciò che mi appesantisce per scegliere Dio con tutto il cuore.
Da Santa Chiara mi porto la bellezza della semplicità, della fedeltà e delle piccole cose vissute con amore.
Da Sant’Angela mi porto la speranza che anche dalle ferite e dalle sofferenze possa nascere una nuova vita, se affidata a Dio.
Da Santa Teresa mi porto l’importanza del silenzio e della preghiera, per imparare a guardare la mia vita con gli occhi di Dio.
Da Santa Rita mi porto la certezza che non bisogna mai smettere di sperare, perché anche un legno secco, nelle mani di Dio, può tornare a fiorire.
Proprio questa immagine del legno secco mi ha colpita profondamente.
Mi ha fatto pensare a tutte quelle situazioni che nella nostra vita consideriamo ormai perdute:
una relazione da ricucire,
un’amicizia da ritrovare,
una ferita da affidare,
una paura da lasciare andare o un sogno che abbiamo smesso di coltivare.
Noi possiamo vedere soltanto un legno ormai morto, mentre Dio vede ancora ciò che può nascere. Forse non vedremo subito il fiore, ma possiamo continuare ad annaffiare con fiducia, lasciando a Dio la possibilità di far rifiorire ciò che pensavamo ormai perduto.
Da tutto questo ho compreso che la santità non è perfezione.
Non significa non avere paure, dubbi o fragilità, ma scegliere Dio ogni giorno, anche quando non comprendiamo ciò che accade, cadendo e trovando la forza di rialzarci.
Sono tornata a casa con uno zaino pieno di volti, sorrisi, parole, preghiere, emozioni e tanta gratitudine. Ma soprattutto con il desiderio che il pellegrinaggio non rimanga soltanto un ricordo.
Il vero cammino comincia ora, nella quotidianità: continuare a fidarmi, a sperare e a scegliere Dio ogni giorno.Tra le parole ascoltate durante questa settimana, una continua a risuonare nel cuore:
«Siate felici». ❤️
Non perché la vita sarà sempre facile, ma perché Dio c’è, anche nella fatica e nell’incertezza, e non siamo soli.
Santi si diventa un passo alla volta, una scelta alla volta, attraverso le cadute, le ripartenze e le persone che Dio mette sulla nostra strada.
Sono partita da sola, ma non sono mai stata davvero sola.
Il pellegrinaggio è finito, ma il cammino continua.

Noemi Dainese