Pregare il Vangelo dell’XVIII Domenica: DAL TESORO DEL CUORE

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Pregare il Vangelo dell’XVIII Domenica: DAL TESORO DEL CUORE

Il Vangelo di questa domenica è una bella dose di preparazione per la quaresima che presto arriva, il brano ci parla di una relazione tra l’interno e l’esterno ovvero una connessione tra la nostra interiorità e la nostra vita quotidiana.

Gesù inizia il suo discorso con una domande che sembra quasi scontata:“Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?”

Infatti alla domanda, Gesù non aspettava una risposta, bensì voleva dare un messaggio ben preciso: chi si considera guida e si imporre da maestro degli altri, quel tipo che giudica continuamente gli altri, e chi si crede di avere sempre da insegnare, non andrà da nessuna parte se non si finisce in un fosso.

Va ricordato che la nostra vita è una vita da discepolo non da maestro, la mia vita è tutta da imparare non da insegnare. Non sono arrivato, sono sempre in cammino verso la meta.

Purtroppo tutti siamo tentati ad avere simili comportamenti e tante volte crediamo che il punto vero è raddrizzare gli altri non noi stessi, e talvolta ci impegniamo ad addrizzare il mondo, sistemando e modificando i difetti altrui, vogliamo quasi cambiare il mondo, cambiando gli altri. E ci siamo dimenticati che Gesù ha cambiato il mondo amando e dando se stesso, non giudicando gli altri. Il mondo ha bisogno di testimoni che sanno amare, non di giudici e giudicatori. I fratelli e le sorelle hanno sete d’amore infinito, hanno fame di essere amati di un amore incondizionato. Certo la verità va detta e la correzione fraterna va fatta, ma sempre però accompagnata dall’amore e dalla carità. Infatti una verità senza amore è una menzogna, un fosso.

Gesù ci consiglia dicendo:“Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.” Ovvero occupati della tua povertà prima di misurare la povertà degli altri, cura le tue ferite prima di contare le ferite del fratello. Prima di andare ad aggiustare le fragilità degli altri, forse ti conviene curare le tue. Quanto è facile criticare gli sbagli e le mancanze altrui, e quanto è difficile fare i conti con i nostri sbagli? Sì, spesso siamo Ipocriti.

“Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.” È molto interessante questo discorso che fa Gesù sul frutto che portiamo, infatti ci dovremmo chiedere: le persone incontrandoci cosa raccolgono? accoglienza, amore, benedizione, uva, fichi, frutto buono O rigidità, moralismo, amarezza, giudizi, spini, rovi?

Le persone che mi circondano si sentono accolte e amate o giudicate e condannate?

È un bel esercizio d’esame di coscienza: che frutto do nella mia quotidianità?

Concludendo il suo discorso, Gesù dice: “L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda”  Siamo chiamati a prenderci cura di ciò che abbiamo nel cuore, dobbiamo chiederci cosa sovrabbonda nel nostro tesoro? Prenderci cura del cuore infatti è andare in profondità, renderci conto di ciò che abita la nostra interiorità. Infatti la bocca esprime ciò che riempie il cuore: con la mia bocca posso spargere veleno o trasmettere pace. Sono sempre libero a scegliere se criticare o essere d’esempio, se lamentarmi o fare i complementi agli altri, se sorridere o giudicare.

Questa settimana possa essere un’ottima occasione per allenarci per purificare il nostro cuore perché sia luogo della presenza del Cristo e curare il nostro rapporto con i fratelli.

suor Dina della Santa Famiglia

One thought on “Pregare il Vangelo dell’XVIII Domenica: DAL TESORO DEL CUORE”

  • Laura Pagliarulo Lotti

    Una vita scollata da Dio e dal prossimo è una vita sterile…e Dio è Amore…ritorna la dimensione verticale dell’amore che mi porta a Dio e la dimensione orizzontale dell’amore che mi porta ai fratelli…lo specifico del carisma carmelitano :intimità divina, fraternità, servizio

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