Pregare il Vangelo della XXIV Domenica: UN CUORE CHE PERDONA

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Pregare il Vangelo della XXIV Domenica: UN CUORE CHE PERDONA

Perdonare: è il cuore del Vangelo di oggi.

È un gesto di misericordia verso chi ci ha ferito o fatto del male, perchè riconosciamo che nessuno è perfetto, ciascuno anzi porta il peso delle fragilità e degli sbagli, di cui è più o meno consapevole.

Ma è un atto interiore fondamentale per noi stessi, perchè il dolore, il rancore e la rabbia che proviamo dentro, ci sfiniscono e ci distruggono. Il senso di colpa per esserci lasciati ferire, ci blocca in un conflitto che riguarda pure noi stessi.

È un segno profetico per la società stessa, che in scala più grande vive il dramma di convivenze sempre più difficili e conflittuali, che segnano dolorosamente anche le generazioni future.

Possiamo partire da noi stessi per spezzare la catena di relazioni ferite e che feriscono, e promuovere invece relazioni fatte di comprensione profonda e accoglienza reciproca.

Ma come?

Anzitutto, il perdono è un processo, che chiede del tempo, e anche un atto interiore preciso: scegliere di vivere la ferita non più come una rivalsa. La rivalsa non procura alcun sollievo, ma acuisce la sofferenza interiore.

Possiamo esercitarci a scegliere di vivere queste situazioni assumendo una posizione non più di vittima, ma alla pari. Ovvero possiamo scegliere di guardare l’altro che ci ha fatto del male, prima ancora che come una persona odiosa e spregevole, come qualcuno a sua volta di limitato, complicato e ferito, come lo siamo noi stessi.

Il tema del perdono non si può banalizzare, a volte i torti subiti sono davvero fonti di grande dolore. E questo dolore magari resterà più o meno vivo nel tempo. Forse infatti non potremo impedire ai ricordi di riportare a galla certi sentimenti negativi. Soprattutto perdonare non significa negare il torto subito o dimenticare o sorvolare su un’ingiustizia.

Il Vangelo ci viene in aiuto: possiamo perdonare quando manteniamo vivo il ricordo del perdono che noi stessi abbiamo ricevuto. È fondamentale che la nostra vita spirituale sia ben viva e attiva, che non ci trovi “assopiti”. Esercitando la consapevolezza e la gratitudine per il perdono che riceviamo in molte grandi e piccole occasioni, diveniamo più forti per uscire dalla posizione di vittime e riuscire a nostra volta a perdonare l’altro. Il perdono è sempre un dono, una possibilità che dona all’altro, e a noi stessi, una nuova chance per cambiare. Per questo è fondamentale il rapporto che abbiamo con Dio: dentro questo rapporto facciamo esperienza di un perdono continuo che ci rigenera in ogni momento a vita nuova. Facendone memoria, possiamo vivere i torti come occasioni per amare di più. Il rapporto con Dio ci permette di attraversare il dolore senza che da questo ne veniamo bloccati. La vita di Dio, infatti, ci mantiene sempre in movimento, e ci fa compiere processi di seppure lenta maturazione, in cui la pace che otteniamo è frutto dell’accoglienza profonda della nostra realtà umana imperfetta, ma molto amata.

suor Marta del Verbo di Dio

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