Pregare il Vangelo della II Domenica: UNA SMISURATA MISURA D’AMORE

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Pregare il Vangelo della II Domenica: UNA SMISURATA MISURA D’AMORE

Il Vangelo di oggi ci porta a fare verità in noi stessi, per cui nel raccoglimento della preghiera possiamo osservare se in noi facciamo esperienza di vuoto, mancanza, esaurimento…

E possiamo chiederci perchè abbiamo “un vuoto” dentro:

forse ci siamo dati del tutto agli altri, alla famiglia, al lavoro, e abbiamo bisogno di un tempo e un luogo per “riprendere fiato”, per “ricaricarci” fisicamente e interiormente.

Forse siamo caduti nell’abitudine e nel dovere anche nella preghiera, compiamo atti che però personalmente hanno perso senso, si sono svuotati di ogni significato per la nostra vita…

Forse potrebbero descriverci le parole di Geremia 2,13:

essi hanno abbandonato me,
sorgente di acqua viva,
per scavarsi cisterne, cisterne screpolate,
che non tengono l’acqua.

Possiamo osservare le cisterne screpolate che ci siamo scavati per ottenere affetto, riconoscimento .. e che ci hanno lasciato più vuoti e fragili di prima…

Qui il Signore ci incontra e mostra il suo Volto.

Ci chiede nella nostra quotidianità qualcosa che ci sembra non avere nè valore, nè importanza, nè senso.

Si tratta di avere fidurcia, di fidarci che il Signore ci chiede qualcosa anche quando “non ci torna”, ma che è sempre per il nostro bene e per un bene più grande.

Nella nostra preghiera possiamo dunque alimentare questa fiducia. La nostra vita, con tutte le sue obbedienze, è il luogo sacro in cui ci possiamo unire a Lui.

Festeggiamo infatti un matrimonio: siamo fatti per amare ed essere amati, siamo fatti per unirci intimamente a Qualcuno. Siamo chiamati alla sponsalità, al dono di noi stessi per amore. Questo avviene nella terra concreta della nostra interiorità e della nostra vita così com’è: con i suoi impegni, gioie e fallimenti… che non vivremo più da soli, ma da persone profondamente amanti perchè amate, che sanno vivere tutto con amore e per amore…

Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
e la tua terra avrà uno sposo.

Rimaniamo nel suo amore. Festeggiamo nella nostra preghiera l’unione di Dio con tutto quello che siamo.

Ricevendo la comunione faccio un’esperienza sponsale: Lui è in me, io in Lui, siamo una cosa sola.

Vivere questa unione è fonte di gioia sovrabbondante: è il vino buono che viene da quella stessa realtà che ci sembrava vuota, arida, senza senso. La quantità di vino che viene offerta è enorme, dato che sei giare corrispondono all’incirca a 600 litri. Viviamo dunque queste nozze in cui il Signore si dona a noi con una smisurata misura d’amore, e ci invita a fare altrettanto…

sr Marta del Verbo di Dio

 

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