Questa domenica entriamo nella terza settimana di Avvento, e come sappiamo il colore liturgico passa, solo per oggi, dal viola al rosa, per indicare l’avvicinarsi della luce. Siamo nella domenica gaudete, la domenica della gioia, e notiamo come le letture di questa liturgia ci portino un invito a vedere, a guardare, ad accorgerci.
Nel vangelo troviamo lo “scandalo” di Giovanni Battista, che manda a chiedere a Gesù se è proprio lui colui che Dio ha promesso, o se c’è da attendere qualcun altro… Probabilmente questa domanda non è lontana dal nostro modo di pensare e dal nostro sentire: «Sei proprio tu, Signore, che mi renderai felice, oppure è meglio che cerco qualcos’altro?».
Di fronte a questo dubbio, Gesù non comincia a dare giustificazioni, spiegazioni teologiche, ma semplicemente invita ad aprire gli occhi: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete…». Anche per noi spesso diventa difficile vedere l’opera di Dio perché ci aspettiamo altro, abbiamo la nostra idea già ben precisa di quello che Dio dovrebbe fare per far bene il suo mestiere, e se non lo fa, allora vuol dire che non sta agendo… eppure questo è sempre ciò che fa Dio: opera nel mondo in modo inatteso, diverso da come ce lo aspettiamo, fa cose nuove. “Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie.” (Is 55, 8)
Ma ancora più interessante è notare come in realtà ciò che sta accadendo con la venuta di Gesù non è altro che quello che era stato preannunciato dai profeti: “Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto.” (prima lettura)
Gesù realizza ciò che le scritture annunciavano, eppure non viene riconosciuto. Ci chiediamo allora: che cosa stiamo aspettando da Dio?
Dietrich Bonhoeffer diceva: «Dio non realizza i nostri desideri, ma le sue promesse».
Troppo spesso siamo intrappolati nei nostri desideri, nelle nostre convinzioni, nelle certezze granitiche che ci portano a cercare di arrivare ai nostri obbiettivi in modo ossessivo, senza più guardare alla realtà e agli altri, e arrabbiandoci con Dio se non otteniamo ciò che pretendiamo… ma se riusciamo a spostare il nostro sguardo verso la promessa di Dio, allora vediamo che i segni della presenza del Signore nella nostra vita ci sono, che Egli ci ha guariti da tante cecità, ci ha riaperto gli orecchi incapaci di ascoltare, ci ha donato la forza di rialzarci… tante volte.
Chiediamo la grazia al Signore di giungere al giorno luminoso della sua venuta senza aspettare che realizzi i nostri desideri, ma certi che porterà a compimento la sua promessa di salvezza per ciascuno di noi.
Suor Maria Alice di Gesù
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