Pregare il Vangelo della XIV Domenica: CAMMINIAMO INSIEME

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Pregare il Vangelo della XIV Domenica: CAMMINIAMO INSIEME

“Rallegratevi” è l’esortazione che nella liturgia di oggi si ripete sia nella prima lettura che nel Vangelo. Oggi dunque, nel silenzio della nostra preghiera, concediamoci di provare gioia. Di essere felici, magari anche vivendo delle difficoltà. Ritagliamoci uno spazio e un tempo per provare gioia e pace. Da dove attingiamo questi sentimenti? Proviamo a immaginare dentro di noi queste Parole: “Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati.” Soffermiamoci sulla tenerezza di questa immagine, che esprime la cura materna che Dio ha per noi. Infatti continua: “Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò.” Lasciamo che oggi il Signore consoli il nostro dolore, più o meno fresco, le nostre ansie e preoccupazioni, e diamo spazio a pensieri e sentimenti di pace. “rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”, conclude dunque il Vangelo: nessuno di noi è dimenticato, ma ogni nostro nome è ben stampato nel nome di Dio, che custodice la vita che ha voluto, amato e creato. Forti di questo amore, possiamo dunque riprendere il cammino.

Il Vangelo di questa Domenica (Lc 10, 1-12.17-20) ci presenta Gesù che invia i settantadue discepoli davanti a sé e li invia a due a due. Sì, perché la comunione fraterna è la prima testimonianza che possiamo dare ad un Dio che è Trinità, che è, in sé stesso, relazione d’amore.
Quando viviamo relazioni d’amicizia vere, profonde, sperimentiamo nella nostra vita un anticipo di cielo e manifestiamo agli altri che il regno di Dio è vicino. Sperimentiamo che nulla è capace di consolare, sostenere e incoraggiare nel cammino quanto la vicinanza di un amico, di un fratello, che con noi percorre la via.
Accogliamo allora l’invito del Signore Gesù che ci invia ad annunciare la sua vicinanza facendoci noi stessi prossimi ai fratelli in cammino.

Mai soli

I discepoli sono inviati a due a due, perché non esiste un viaggio in cui si è da soli. La nostra vita è sempre legata a quella di qualcun altro. Le nostre decisioni hanno sempre conseguenze sugli altri. Siamo sempre in relazione, non c’è mai decisione che sia solo affare privato. Il numero due è infatti anche il principio della comunità, è l’inizio da cui si sviluppa e prende avvio una realtà più ampia. 

Nel cammino della vita l’altro dovrebbe farci da testimone, dovrebbe cioè sostenere la nostra parola: nella cultura giudaica, la parola di uno aveva maggiore forza se era sostenuta dalla testimonianza di un altro. Si tratta quindi di camminare insieme sostenendosi a vicenda, sebbene nella realtà capiti che l’altro non raramente diventi quello che cerca di farci inciampare. E così, ancora una volta, tradiamo il senso della nostra vita di relazione. (Gaetano Piccolo)

 

Suor Maria Chiara di Gesù Risorto

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