Pregare il Vangelo della XIII Domenica: AMA

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Pregare il Vangelo della XIII Domenica: AMA

Il Vangelo di oggi ci mette davanti a una parola di Gesù che, a prima vista, può sembrare dura. Sembra quasi che ci chieda di amare meno i nostri familiari, gli amici, le persone care. Ma se ascoltiamo con attenzione, scopriamo che il suo messaggio è molto diverso.

Gesù non ci sta dicendo: “Non amare”. Ci sta dicendo: “Ama in modo sano. Ama nel modo giusto.”

Il cuore del Vangelo è proprio questo: la priorità affettiva, non perché gli altri affetti siano meno importanti, ma perché solo mettendo Dio al primo posto tutti gli altri affetti trovano il loro posto giusto. È una questione di ordine del cuore.

Noi, spesso senza accorgercene, siamo fabbricanti di idoli. E gli idoli non sono necessariamente cose cattive. Anzi, molto spesso sono realtà bellissime: la famiglia, i figli, il coniuge, gli amici, il lavoro. Diventano però un problema quando occupano il posto che appartiene solo a Dio, quando diventano l’assoluto della nostra vita.

Allora l’amore rischia di deformarsi. Invece di essere un dono, diventa possesso. Invece di far crescere l’altro, finisce per soffocarlo. Quante volte diciamo: “Lo faccio perché ti voglio bene”, ma dietro quel bene si nasconde il bisogno di controllare, di trattenere, di avere l’altro per noi.

Gesù non vuole toglierci i nostri legami. Non vuole renderci meno affettuosi o meno vicini alle persone che amiamo. Vuole purificare il nostro modo di amare.

Per questo il Vangelo ci invita a mettere ordine nella nostra interiorità. Quando Dio è al centro del nostro cuore, allora impariamo ad amare con maggiore libertà, senza pretendere di possedere nessuno.

È il passaggio che tutti siamo chiamati a fare: dal possedere al custodire.

Possedere significa dire, magari senza parole: “Tu sei mio.” Custodire, invece, significa dire: “Tu sei un dono che Dio mi affida, e io voglio lasciarti libero di essere e di diventare pienamente te stesso.”

Questo è l’amore autentico: un amore che libera, non che imprigiona; un amore che accompagna, non che controlla; un amore che lascia respirare.

Il Vangelo di oggi, quindi, non ci chiede di amare meno. Ci chiede di amare meglio. Di lasciare che Cristo purifichi il nostro cuore, perché la nostra interiorità diventi una sorgente di amore sempre più limpida, autentica e gratuita.

Quando Dio occupa il primo posto, nessun affetto viene diminuito. Al contrario, tutti gli affetti diventano più veri, più belli e più liberi. Perché solo chi ama partendo da Dio è capace di custodire l’altro senza soffocarlo, di donarsi senza trattenere, e di voler bene senza trasformare l’amore in un possesso. Questo è il cammino che Gesù oggi ci propone: non amare di meno, ma amare come Lui.

 

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