DOMENICHE AD ARCETRI: E SI MERAVIGLIAVA…

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DOMENICHE AD ARCETRI: E SI MERAVIGLIAVA…

Perchè interrogarsi sul sentimento di meraviglia? In che modo può venirci in aiuto nel rapporto con la realtà e con la realtà di Dio? Può essere uno strumento di crescita per il nostro cammino spirituale? Guardare ai nostri sentimenti è un punto di partenza per fissare lo sguardo sull’umanità di Cristo, che ha vissuto i nostri stessi sentimenti, e per guardare alla sua relazione con le persone, con la realtà che aveva attorno e con la realtà di se stesso e della sua missione.

Marco 6,1-6

1 Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. 2 Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? 3 Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. 4 Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». 5 E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. 6 E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando.

Matteo 15,21-28

21 Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. 22 Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». 24 Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». 25 Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». 27 «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

In questi due brani possiamo notare che Gesù prova un sentimento di meraviglia che, nel primo caso, ha un sapore più amaro e negativo, perchè provocata dall’incredulità ostinata di chi lo circonda. Nel secondo caso invece è stupore che nasce nel vedere la fede di una donna che non considerava parte della sua missione, e questa fede che lo sorprende positivamente gli rivela la direzione che la sua missione dovrà prendere: l’annuncio dell’amore di Dio sarà d’ora in poi universale, per tutti.

Questa è l’esperienza di Gesù, qual è la mia esperienza di meraviglia? Cosa mi viene in mente a caldo?

Nel Vangelo di Marco 6 Gesù insegna nella sinagoga, ma la sua parola viene disattivata da chi non vuole ascoltare, ed è al contrario una parola performativa per chi invece vuole ascoltare. Scandalizza che a dare questa Parola sia il carpentiere, figlio di Maria…esce da ogni schema di Dio che queste persone avevano dentro di sè…

Qual è il volto di Dio che mi sono costruito?

Il Dio di Gesù Cristo mi stupisce. L’immagine che mi sono costruito è spesso un artefatto che serve a coccolarmi e a farmi stare bene, ma non mi mette in moto. Così Gesù ci mette in discussione attraverso uno stupore negativo, una delusione (non era così che me lo immaginavo, Dio!!!): devo attraversare una prova molto personale. Non si tratta di ascoltare quello che si dice di Gesù, sono tutti gossip. Ho bisogno di una conoscenza personale: l’incontro con Gesù, che è un impatto frontale.

Nel Vangelo di Matteo 15 vediamo che il Padre non ha dato alcun libretto d’ istruzioni a Gesù, che capisce solo cammin facendo dove l’obbedienza al Padre lo porterà. Qui egli prova uno stupore reale di fronte a un’esperienza nuova: una donna cananea gli chiede aiuto, e con fede audace gli fa notare che anche i cagnolini, i più lontani da Dio, si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Vediamo che l’autocoscienza di Gesù è un cammino. Possiamo toccare qui con mano tutta la sua umanità, che come afferma S. Teresa, è la Sacratissima Umanità di Gesù Cristo. Questo aggettivo davanti alla parola umanità è una notizia esplosiva per noi: anche la nostra umanità è dunque sacra. Siamo sacri anche noi! La realtà è tutta sacra! Lo stupore “risantifica” ciò che è sacro dalle origini. Le briciole inoltre, prefigurano già un corpo sbriciolato per tutti, che ci sfama tutt’ora, tutti. E’ il corpo eucaristico di Gesù, presenza costante in noi e tra noi.

Lo stupore di fronte a un “no” e lo stupore di fronte ad un “si”: entrambi ci portano alla Pasqua. Giovanni 6,39. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno.

Ecco dunque che i nostri sentimenti sono una porta per entrare in contatto con Cristo, proprio grazie alla sua umanità. Essi sono inoltre la porta per penetrare più profondamente la realtà di noi stessi e quella che viviamo. La preghiera è quel tempo e spazio per prendere contatto con la nostra interiorità e unirci a Cristo. La meraviglia è il sentimento tipico di chi vive unito a Cristo e riesce dunque a vedere la realtà con occhi nuovi, passa da una vita quotidiana fatta di routine, un po’ grigia, a una risvegliata attenzione e ammirazione per le persone, le situazioni, per quell’insondabile presenza del divino che è nascosta sotto la superficie del quotidiano. Questo atteggiamento contemplativo, che in S. Teresa è il vertice di un cammino spirituale, si fa a questo punto servizio, la persona giunge ad un’unità tra l’essere e il fare.  La meraviglia, sia di segno positivo che negativo, ci aiuterà a penetrare e rimanere nella nostra realtà per amarla di più, e dunque servirla.

Dall’incontro di padre Gabriele Morra e sr Marta del Verbo di Dio