Agosto 2025

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Se facciamo un salto nei luoghi dove è iniziata la vita di Teresa Maria della Croce, a Campi Bisenzio (FI), possiamo conoscere i passi della sua avventura con Dio. Al Conventino c’è l’inizio, la scelta di avere un rapporto esclusivo e totale con Dio.

E il nostro cuore per chi è fatto? A chi desideriamo donare tutta la capacità d’amore che è nel nostro cuore?

Nella cappella di San Giusto, ella coltiva il suo rapporto personale con il Signore, e in ascolto della sua voce, discerne i passi del cammino:

che cosa vuoi che io faccia? Cosa vuoi che io diventi? 

Nella stanza dove è vissuta notiamo una grande sobrietà ed essenzialità che rivela la scelta del cuore: l’amore di Cristo, che desidera tenere stretto a sè, vivere in intimità con Lui.

Nella stanza dove ha trascorso gli ultimi mesi di vita, ha vissuto la consegna totale di se stessa nell’amore, attraversando lo spogliamento e il dolore della malattia, e crescendo nella fiducia e nell’abbandono a Colui che l’aveva scelta come Sposa.

E noi come attraversiamo i deserti e le difficoltà della nostra vita? 

Questi piccoli squarci nella vita di Beata Teresa Maria della Croce, rivelano che la santità è un dono che ciascuno può cogliere a piene mani, senza dover aspettare grandi occasioni per diventarlo. La vita, così com’è, anche quando anonima e nascosta, è occasione di santità, ovvero di unione con Dio, che abita in noi e in ogni istante del nostro tempo.

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“Sono grata di aver condiviso con voi quest’esperienza, mi sono sentita nel posto giusto al momento giusto. Senza ognuno di voi non sarebbe stato lo stesso. Grazie!”.

Quest’emozionante condivisione ce la lascia una ragazza che vuole ringraziare per la sua esperienza di pellegrinaggio.

Noi gruppo di giovani desiderosi di un’incontro con il vero volto della speranza, ci siamo messi in cammino verso Roma per vivere in compagnia un’importante esperienza. Siamo in dieci ragazzi e ragazze con età differenti, che affida il proprio percorso a delle guide spirituali e ad alcuni educatori, decidiamo di lasciarci sorprendere della vita stessa.

Ai colori caldi dell’alba estiva, il 27 Luglio 2025, inizia la nostra avventura!

Dopo qualche ora di viaggio in auto arriviamo a Firenze, prima tappa di questo pellegrinaggio, dove ci attendevano le Suore Carmelitane di Firenze. Le sorelle ci accolgono con grande entusiasmo, e preparano per noi diversi momenti di attività. Tra catechesi, momenti di preghiera, canti, testimonianze, chiacchierate, visite verso nuovi luoghi come la Cattedrale di Santa Maria del Fiore o la visita ai Frati carmelitani ad Arcetri: scopriamo l’intreccio fra arte e fede. Assaporando i momenti di catechesi, ed ascoltando la voce del cuore cominciamo a scoprire l’identità della speranza: ascoltandone il rumore, toccandone l’essenza, guardando il suo viso per scegliere di seguirla! Impariamo che la speranza ha a che fare con l’alzarsi, mettersi in movimento, decidere di seguire qualcuno di cui fidarsi ciecamente perché la speranza è fatta di grandi orizzonti. La speranza è salvare l’essenziale, salvare ciò che porta frutto e amore nella propria vita ed in quella altrui. Con questi preziosissimi insegnamenti, tra sorrisi e abbracci salutiamo con tanta gratitudine le sorelle che ci hanno ospitati con molta gioia.

Riprendiamo il nostro cammino sotto il sole cuocente toscano che con sudore e fatica ci porta ad Assisi, seconda tappa della nostra avventura. Come prima fermata, il maestoso Eremo delle Carceri crea attorno a noi un clima di silenzio e preghiera. Un luogo perfetto per ascoltare le parole di Padre Piero e Suor Dina, guide spirituali del nostro cammino, lasciando che ci entrino in profondità. Il silenzio ci consente di sentire molte più cose, ci aiuta a spogliarci di tante maschere, ci mostra le vie della verità perché seguire la speranza implica una scelta, e per scegliere dobbiamo rinunciare a qualcosa.

Girovagando per le strade del borgo, ripercorrendo i passi di San Francesco e di Santa Chiara riusciamo a fare conoscenza delle vite di questi santi, guardando alla sanità come un qualcosa che lascia un segno attraverso grandi opere, tipo la riparazione di vecchie chiese in rovina, ma soprattuto con gesti semplici ed umili. Le piazze di Assisi ci regalano dei momenti di spensieratezza, tra canti e balli allegri, in compagnia di altri giovani di differenti culture. Ma ci regala anche, grandi esempi di fraternità, come il rapporto tra Francesco e Chiara che non è un’amicizia basata sul “io” dipendente da “te”, o di un “te” bisognoso di “me”: ma di un’io e te a Dio! Un’amicizia in cui ci si aiuta a vicenda soprattuto nell’errore, perché solo assieme si può concorrere alla santità. Una santità che non aspetta il futuro, non aspetta d’essere compiuta in grandi cose, non aspetta il domani o la perfezione.

La santità chiama al presente, ognuno con la propria vita come luogo perfetto per incontrare Cristo.

Nei momenti di condivisione in gruppo, e nei momenti di vita comunitaria ordinaria abbiamo l’opportunità di sperimentare in prima persona la relazione di fraternità, riconoscendo il significato reale dell’essere Chiesa, del diventare un’unico corpo. Si creano dei legami autentici tra noi, che ci portano ad un’arricchimento interiore e spirituale, un po’ come il rapporto tra S. Francesco e S. Chiara.

La mattina del 31 Luglio cominciamo con la celebrazione della Santa Messa adornata da canti meravigliosi, e poi con un’abbonante colazione con caffè latte e cornetto riprendiamo il nostro viaggio. Con sosta pranzo in riva al lago Trasimeno finalmente arriviamo alla nostra meta: Roma.

Nuovamente ad accoglierci ci aspettano le Suore Carmelitane di Roma che ci lasciano spazio e tempo per vivere con leggerezza la grande capitale italiana. Dopo un pranzo veloce in gruppo, ci dirigiamo a Piazza San Pietro per goderci il primo evento del Giubileo dei Giovani: Tu sei Pietro, tenuto dal cardinale Matteo Maria Zuppi. L’entusiasmo è alla stelle, questo evento indica l’inizio del Giubileo per i giovani. La nostra carica e la nostra energia, assieme a quella degli altri pellegrini, si sparge per tutta la città romana. Ascoltiamo differenti testimonianze di vita basate sulla speranza, di persone piene di fede e di carità verso il prossimo, e poi balliamo e cantiamo a squarciagola, sorridendo e ridendo, per lodare il nome di Gesù. Verso sera il cardinal Zuppi sale sul palco, davanti all’altare per pronunciare assieme a cento mila giovani italiani il Confessio.

“Io sono perché Tu sei! Siamo noi stessi quando ci pensiamo per gli altri” C. Zuppi

I giorni a seguire sono una preparazione fondamentale al momento della veglia con Papa Leone XVI, e vivere ogni momento in comunione con altri amici per noi ragazzi è un dono immenso. Camminando per il centro storico di Roma ci fermiamo difronte alla Basilica di San Paolo, attraversiamo la Porta Santa uno accanto all’altro come se fossimo una famiglia. È un momento molto forte quello che viviamo quel giorno, quando ognuno di noi si mette a confronto con le proprie debolezze, con le proprie fragilità, le mancanze d’amore, gli sbagli, i difetti, i peccati. Comprendiamo d’essere amati oltretutto il disprezzo provato per se stessi, d’essere amati nelle proprie difficoltà e nei vuoti. Capiamo che essere soli nel cammino della vita è solo un’illusione, la verità è fatta di fraternità.

A seguire nel pomeriggio, la catechesi tenuta da Don Fabio Rosini colpisce i nostri cuori, quando lui parla dello sguardo di Dio su ogni essere umano, dell’importanza del battesimo in quanto costituisce l’essere figlio di Dio e l’inizio di una vita nuova, una vita vera. Ci racconta del suo incontro personale con Cristo, ch’esso l’ha portato ad incontrare la sua vera e propria identità.

Le parole di Fabio entrano nei nostri cuori e nei cuori di chi lo ascolta, illumina gli occhi ed apre una porta verso la luce eterna.

“Quando scopri chi sei per Gesù Cristo, varchi la soglia del disprezzo per te stesso. Gesù ti ha chiamato perché ti vuole in paradiso, ti vuole in paradiso perché senza di te non sarebbe lo stesso. Lui ti ha creato perché il mondo non sarebbe lo stesso senza di te. I figli di Dio sono pezzetti di cielo sulla terra!” Don F. Rosini

Con lo spirito pieno di nuova consapevolezza decidiamo di vivere assieme un momento di divertimento, ceniamo in una piccola trattoria del posto per festeggiare tutti assieme il compleanno di una nostra amica.

2 Agosto 2025 il grande giorno è alle porte, non c’è più niente d’aspettare. Tra le fermate delle metro, per i vicoli della città, nei parchi romani, in mezzo alle piazze e fra le strade solitamente trafficate: più di un milione di giovani provenienti da tutto il mondo si muove! Tutti camminiamo sotto il sole rovente, con sudore e fatica, ma con il sorriso sul viso per raggiungere Tor Vergata, luogo dove il Papa vuole accoglierci per testimoniare la speranza ed incoraggiare all’evangelizzazione.

Noi ragazzi guidati da P. Piero e S. Dina troviamo un punto perfetto per accamparci durante quest’importante evento, le ultime ore d’attesa sotto il caldo atroce sembrano infinite ma la stanchezza viene sostituita da belle canzoni e da incontri inaspettati con altri pellegrini. Sul palco salgono i The Sun e i Reali, che scaldano l’energia nell’aria e il clima inizia a scaldarsi rallegrando e ravvivando la situazione. Differenti cantanti e musicisti, ballerini e artisti si esibiscono sul palco fino all’arrivo del Papa.

Ed ecco! Finalmente Papa Leone atterra con l’elicottero, passa con l’auto per salutare i giovani che corrono, saltano, si agitano e si esaltano al suo arrivo. Vedere la folla di giovani muoversi verso l’incontro con Dio, sentirsi parte ed essere parte di questo movimento così grande che significa divenire Chiesa, per noi è un’emozione immensa. Il sole cala, regalando un’atmosfera colorata, romantica, così puramente bella che apre le porte per la veglia. Papa Leone risponde ad alcune domande dei giovani del Giubileo, dando a tutti noi presenti prospettive nuove e positive della vita, dei sogni, del valore dell’amicizia, dell’amore autentico. Dopo s’inginocchia davanti al Santissimo, di conseguenza ogni ragazzo e ragazza presente si prostra davanti al tanto atteso incontro con Gesù.

Pregare assieme a tanti altri ragazzi, divenire un’unico corpo nonostante le diverse culture o provenienze, realizzare di non essere mai stati soli nella fede, lodare il Signore con gioia ed in comunione con l’altro, udire le parole del Papa ed essere in preghiera anche con lui: nutre la nostra anima, apre i nostri cuori all’incontro con Cristo attraverso il rapporto con l’altro, accresce la nostra mente e disseta i nostri bisogni. Papa Leone, concluso il momento di silenzio, decide di dare la buonanotte ad ognuno ricordandoci che siamo venuti al mondo per amare, che siamo stati scelti! La nottata finisce con qualche altro canto e ballo, con tanti sorrisi, dialoghi sinceri, abbracci e anche con qualche lacrima di gioia.

La mattina seguente tutti i giovani si svegliano e Papa Leone accorre a Tor Vergata molto presto, per salutare al meglio tutti i giovani presenti e per prepararsi alla celebrazione della Santa Messa. Ultimo importante evento di questo Giubileo dei giovani, e partecipare ad una Messa svolta dal Papa, ascoltare l’imponente coro cantare in latino, poter sentire una predica del Santo Padre: risveglia gli animi.

Una volta finita la celebrazione, Papa Leone ci saluta con delle parole commuoventi che rimarranno sempre impresse in ogni cuore.

“Abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto, alle cose di lassù per renderci conto che tutto ha senso. Tra le realtà del mondo solo nella misura in cui serve a unirci a Dio e ai fratelli nella carità. Facendo crescere in noi sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di perdono, di pace come quelli di Cristo. Aspirate a cose grandi, alla Santità ovunque siate. Non accontentatevi di meno, e allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo.” Papa Leone XVI

Il rientro a casa porta con sé sempre un po’ di malinconia, quella lieve tristezza che ci rende grati per ogni cosa vissuta, ma che lascia scendere qualche lacrima sul volto perché sembra un’avventura ormai terminata. Anche se, in verità la vera avventura comincia proprio da qui: questo è solo il nostro inizio!

Noi giovani pellegrini abbiamo incontrato il vero volto della speranza: Gesù! Ci siamo fidati, lasciandoci sorprendere per imparare ad accogliere, lasciandoci guardare per imparare ad osservare, lasciandoci toccare per imparare a donarsi all’altro, lasciandoci perdonare per imparare a perdonare, lasciandoci amare per imparare ad amare.

Questa è la gioventù del Papa, questo è il vero volto della Chiesa cattolica, questa è l’esperienza di noi giovani oggi quando desideriamo essere ascoltati e accolti, questa è la voce di chi vuole diffondere la luce, questa è la fede, questo è il significato autentico di essere fraternità, questo è l’amore che parla per mezzo di Gesù, questa è speranza!

Maria Candiotto

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