Strofe 20-21
- O voi, agili uccelli,
leoni, cervi, daini saltatori,
monti, riviere, valli,
acque, aure, ardori
e delle notti vigili timori:
- Per le soavi lire
e il canto di sirene io vi scongiuro,
cessino le vostre ire,
non mi toccate il muro,
perché la sposa dorma più al sicuro
L’anima ora possiede pace e tranquillità. Gli animali della prima strofa sono infatti tutte le distrazioni che potrebbero turbarla: a queste lo Sposo chiede di starsene calme e sottomesse alla ragione. L’immaginazione, come anche i sentimenti di gioia, speranza, dolore e timore: tutto viene lasciato fuori dalle pareti del cuore, dove la sposa trova pace, dorme in compagnia dello Sposo in un sonno di amore, in un ordinario abbraccio. L’anima è ora stabile in Dio, è entrata in Dio dove gode ogni pace.
Strofe 22-23
- Entrata ormai è la sposa
nel già desiato giardinetto ameno,
a suo piacer riposa,
il collo reclinato ,
sopra le dolci braccia dell Amato.
- Di un melo sotto i rami
quivi da me tu fosti disposata,
là ti porsi la mano,
e fosti risanata
colà dove tua madre fu molata.
L’anima è giunta al matrimonio spirituale. Riposa tra le braccia dell’Amato. Ella procede per la via unitiva, in cui l’uno si dà all’altro e viceversa, in un possesso totale. L’anima viene resa divina per partecipazione. Vive la vita di Dio. La sua debolezza è dolcemente reclinata sopra le braccia forti dell’Amato, Egli è la sua forza. Durante il matrimonio spirituale l’Amato confida i propri segreti all’anima sua Amata, ovvero i misteri della sua incarnazione e della redenzione dell’uomo. E dunque alla strofa 23 le racconta che proprio come l’uomo si perse a causa dell’albero del peccato originale, così ora viene redento e guarito da ogni male grazie all’albero della Croce, in cui Cristo ha sposato la natura umana ed è ora causa della nostra vita. Egli sa far nascere il bene dal male e indirizzare verso un bene maggiore anche ciò che è stato causa di male.
Strofe 24-25
- Fiorito è il nostro letto,
da tane di leoni circondato,
da porpora protetto,
in pace edificato,
di mille scudi d’oro incastonato.
- Dietro le tue vestigia
le giovani scorrazzano in cammino,
al tocco di scintilla,
al rinforzato vino,
emissioni di balsamo divino.
Il letto in cui si consuma l’unione dell’anima con l’Amato, è lo stesso Figlio di Dio, sul quale, per mezzo dell’unione d’amore, ella riposa. Tale letto è:
- fiorito: qui trova infatti tutti i doni di grazia dello Sposo.
- circondato: custodito dalla presenza di leoni, ovvero di virtù, che rendono l’anima forte.
- porpora: è la carità. Tutte le virtù dell’anima sono come immerse nell’amore.
- in pace: la carità perfetta caccia via ogni timore e dona quindi una pace profonda.
- scudi: sono le virtù e i doni dell’anima che la difendono dai vizi, vinti per mezzo del loro esercizio.
L’anima gode della partecipazione di Dio, diventa uguale a Dio per amore.
In questa unione l’anima è in grado di riconoscere anche le grazie che l’Amato elargisce agli altri: ognuno infatti, nello stato in cui è chiamato da Dio, cammina per la via della vita eterna, ovvero dell’unione di amore con l’Amato. Chi è “ancora giovane”, una giovane anima innamorata, ha il fervore e la forza dell’amore, ma ha bisogno di attraversare il tempo della prova per giungere a possere il “rinforzato vino” dell’amore, purificato e reso forte dall’esercizio delle virtù.
Strofe 26-27
- Nell’intima cantina
io bevvi dell’Amato, quindi uscita
alla pianura bella
tutto dimenticai,
anche il gregge smarrii, prima seguito.
- Lì mi dette il suo petto,
lì una scienza mi infuse saporosa,
ed io a Lui mi detti,
senza tralasciar cosa,
e gli promisi allor d’esser sua sposa.
L’anima ora è vestita di Dio e immersa nella divinità, nell’intimo del suo spirito. La cantina è l’ultimo e più intimo grado di amore, è il luogo più interno dell’anima, qui avviene l’unione o trasformazione di amore in Lui: è il matrimonio spirituale. L’anima beve del suo Dio, e le sembra di non saper altro che di Lui solo, dunque non giudica nulla come male, diviene innocente e sospende ogni giudizio di male, perchè ha in sè lo sguardo di Dio. Lo spirito di Dio ha la proprietà di inclinare l’anima in cui dimora a ignorare e a non voler sapere le cose degli altri…lo spirito di Dio è infatti raccolto in lei per liberarla e non implicarla nelle cose degli altri. L’anima è sempre più libera, lascia andare i greggi che prima seguiva, ovvero: la smania di sapere tutto, di possedere oggetti, gli attaccamenti a cose o persone, il desiderio di stima, i puntigli in cui si fissa, i pensieri inutili che l’assorbono, i sentimenti che la trascinano o travolgono. Quando entra nella cantina interiore, dimentica tutte queste cose, tutte vengono trasformate in amore.
In questa unione interiore con Dio l’anima sperimenta una grande tenerezza: Egli è così sollecito a favorirla, come se Egli fosse lo schiavo, ed ella Dio, tanto profonda è l’umiltà e la dolcezza di Dio! L’anima sperimenta una tale gratitudine che vuole fare dono di tutta se stessa a Dio, gli offre la propria volontà e l’amore. In questa unione l’anima conosce i segreti di Dio, ed è una conoscenza che si acquista per amore, per questo è una scienza molto “gustosa”! L’anima è tutta amore. Tutte le cose la spingono all’amore di Dio. Non sa più far altro che amare.
Strofe 28-29
- L’anima mia si è data,
tutti i miei beni sono a suo servizio;
non pasco più la greggia,
non ho più altra cura,
ché solo nell’amare è il mio esercizio.
- Se da oggi nel prato
non sarò più né vista né trovata,
dite che san smarrita,
che, essendo innamorata,
mi san persa volendo e ho guadagnato.
L’anima ha fatto dono di sè all’Amato in questa unione d’amore, dove ora è al suo servizio: ricerca le cose che sono per la maggior gloria di Dio e le compie, ama tutto ciò che fa piacere al Signore, rivolge sempre a Lui l’affetto e l’attenzione. L’anima agisce per amore di Dio, si occupa delle sue cose. Se prima l’anima ricercava i complimenti, cercava di fare bella figura e di piacere al prossimo, ora non perde più tempo in questi “inutili passatempi” ma si dedica totalmente nell’esercizio d’amore. Ella ora fa tutto per amore e nell’amore. Rimane unita a Dio restando amorosamente e quotidianamente attenta alla sua volontà. L’anima si dedica all’attenzione al continuo esercizio di amore in Dio. È più prezioso al cospetto del Signore e dell’anima e di maggior profitto per la Chiesa un briciolo di puro amore che tutte le altre opere insieme, quantunque sembri che l’anima non faccia niente. Per questo amore infatti siamo stati creati.
L’anima abbandona tutto ciò che non è Lui, tutte le cose e se stessa, si perde a tutto per amore dello Sposo.
Strofa 30
- Di smeraldi e di fiori
nella frescura del mattino scelti,
intessere ghirlande,
nell’amor tuo fiorite
e con un mio capello intrecciate.
L’intreccio di cui si parla in questa strofa sta ad indicare l’unione dell’anima con Dio, e il capello è la volontà e l’amore dell’anima stessa, che si tiene ben aggrappata al proprio Dio. Il filo di amore unisce e stringe Dio e l’anima con tanta forza da trasformarli e renderli una sola cosa per amore. Nella gloria, l’anima sembra Dio e Dio l’anima.