
La comunità di Prato: UNA COMUNITA’ PER LA SCUOLA
Nella vita non raccogli ciò che semini, raccogli ciò che curi
Mi è arrivata questa frase anonima e mi ha trasmesso un senso di amore e l’amore spesso porta con sé la pace profonda del cuore. Come faccio a non pensare ai miei ragazzi, quando si parla di cura? Ai ragazzi di V che lo scorso settembre hanno preso il volo per le medie. Bambini cresciuti sotto i miei occhi, in un percorso particolarmente coinvolgente, impegnativo e in qualche momento davvero in salita, ma anche pieno di sorrisi, di conquiste, di condivisioni con loro, con i genitori e in particolare con le mie colleghe, con le quali siamo davvero state fianco a fianco in questo percorso formativo. Strada culminata con la recita finale di giugno “Una storia infinita”… ciò che sono loro, ciò che hanno capito, che i nostri legami non finiranno mai, perché sono fatti per l’eternità. Un recital che nasce dalla sinergia di più forze e risorse, che presenta ciò che è la Scuola san Giuseppe all’intera città: una squadra, una famiglia, un centro educativo che cerca di valorizzare i talenti di ciascuno, che unisce le competenze delle insegnanti, dei bambini, per esprimere la bellezza della vita in crescita attraverso un racconto, che si dispiega nella recita, nei canti, nelle coreografie. Sforzo di fine anno che fa scoppiare di gioia e gratitudine, perché ti porta a realizzare qualcosa insieme, qualcosa che abbia valore per gli altri e ti faccia felice, qualcosa che esprime all’ennesima potenza, ciò che ogni giorno è più nascosto, perché più quotidiano, ciò che ogni insegnante in classe cerca di aiutare ad avviare e sostenere: la crescita formativa e relazionale di ogni alunno, fatta di impegno, sacrificio, cadute e vittorie.
La gioia più grande di una maestra è poi vederli tornare con il sorriso, cresciuti, e sentire che i prof. sono
contenti di loro, li trovano preparati, ma anche educati, qualcuno brilla davvero, altri sono trascinatori, altri svolgono ruoli positivi nelle relazioni. Ecco i tuoi ragazzi sbocciare, fiorire, in una vita certo complessa, ma che dopo questo salto ti auguri che li spaventi un po’ meno.
Loro che non avresti mai pensato di riuscire a lasciare, che invece hanno fatto da ponte hanno preso per mano altri più piccoli, altri 27 occhietti, che si affidano a te e ripartono pieni di voglia di imparare, giocare, scoprire…
Questa è la vita di una maestra, che vivo come mia missione, essendo consacrata e avendo avuto il dono di una ulteriore chiamata educativa, assieme alla comunità attualmente di 9 sorelle che vive a san Giuseppe, Istituto a Prato.
Mi occupo di insegnamento nella scuola primaria, ma c’è chi con me prende i bimbi più piccoli, dal nido, all’infanzia, fino quest’ultima tappa educativa. Passano ormai generazioni da noi. Le sfide sono molte e vanno dai percorsi personali di ciascun allievo, dall’ascoltare i loro bisogni, comprendere le loro storie, accompagnarli nella crescita, nella consapevolezza di sé, del valore delle relazioni e la gestione dei conflitti, della cura dell’amicizia, del rispetto dell’altro, dell’accoglienza del diverso, della bellezza della collaborazione, del senso delle cose, della vita, della responsabilità verso il mondo, dei sogni e dei desideri… alla parte che sostiene tutta l’impalcatura che permette la relazione educativa ovvero l’organizzazione di una scuola, il suo sostentamento, la relazione con i genitori, i dipendenti, i rapporti con il territorio, le reti educative, il ministero. Un universo!!!
Direi che proprio qui si esprime quel lato del Vangelo che vede Gesù prediligere i piccoli e che Bettina riviveva con la cura per le orfane e poi per i più piccoli, attraverso le sue opere educative che oggi sono arrivate a questa, una scuola paritaria.
Ma la nostra missione educativa non si ferma a questo. Il rapporto con la Diocesi di Prato è di stima reciproca, di appartenenza e di collaborazione. La presenza nella parrocchia attigua alla scuola, parrocchia di san Giuseppe attraverso il catechismo, la formazione liturgica dei ministranti, la visita ai malati e la distribuzione dell’Eucaristia, la cura del rapporto con le altre realtà religiose, la partecipazione alla vita della chiesa locale ci ha sempre viste impegnate, in ascolto e sostegno.
Da un anno e mezzo abbiamo avuto un’altra chiamata educativa: la presenza di due sorelle al Polo educativo Sant’Anna, sorto come oratorio legato alla Parrocchia di Santa Maria delle Carceri, ma diventato una realtà con molte sfaccettature, che ha al centro la cura per i ragazzi. Oratorio, Scout, catechismo, centro Santa Rita per sostegno a ragazzi in difficoltà, stranieri, disabili, gruppo famiglie. Realtà ricca che ha chiesto la presenza delle consacrate semplicemente per esserci, non per ruoli particolari, ma per stare con loro e accompagnarli. Doposcuola per sostegno nei compiti, gioco in cortile, estate ragazzi con centri estivi e campi, iniziative formative, uscite. La cura educativa, la passione per i giovani fa nascere così fili di collaborazione, condivisione e ancor più amicizia vera, bella. Altri sorrisi che si intrecciano, voglia di stare insieme e camminare insieme per realizzare un sogno per il futuro dei ragazzi, di tutti i ragazzi, perchè abbiano un luogo in cui si sentano amati, accolti, uno spazio di appartenenza, una casa in cui trovare sempre accoglienza, un porto, un trampolino di lancio, un prato dove fiorire. E qui sperimenti l’altra passione del Signore, ovvero anche l’altro lato del carisma, l’apertura ai poveri, perché spesso qui arrivano i più feriti o svantaggiati, luogo in cui le culture si moltiplicano, specchio della città di Prato, cantiere di culture che richiede sforzo di conoscenza reciproca. Ma i più poveri oggi forse sono proprio i giovani, ricchi di futuro e potenzialità, poveri forse di esempi e adulti che siano compagni ed educatori veri, ricchi di vita da schiudere.
Cosa puoi fare tu semplice suora, dentro tutto questo? Prima di tutto ringraziare di esserci, visto che è molto quello che ricevi e poi … semplicemente stare, perché questo verbo è voce del verbo Amare.
Sr. Paola di Gesù Risorto
Barbara Morini (Verona)
Bella testimonianza Sr. Paola!
In questo periodo storico in cui tutto sembra andare alla deriva, le tue parole sono come una luce…in fondo al tunnel.
Grazie di cuore da una mamma.