suorecarmelitanedifirenze

archive

Home Tag : suorecarmelitanedifirenze

Ottobre porta con sé un grido che emoziona i cuori: È Círio un’altra volta! A Macapá, il Círio di Nazaré trasforma la città in uno scenario di fede, devozione e speranza. Fin dal 1934, anno della sua prima edizione, il Círio è diventato una delle più grandi manifestazioni religiose dell’Amazzonia, segno della profonda devozione del popolo alla Vergine di Nazaré, Regina dell’Amazzonia.

Le vie di Macapá si vestono di fede, di colori e di canti. Ancora una volta, il cuore dell’Amazzonia batte all’unisono com quello di Maria di Nazaré, la Madre che visita i suoi figli e li guida con passo dolce e sicuro verso il Figlio.

Tutto comincia con il cammino di Maria, quando l’immagine della Vergine lascia la Basilica e si fa pellegrina tra le famiglie, le scuole, gli ospedali e gli uffici pubblici. È la Madre che entra nelle case, benedice i sogni e consola le ferite. Ogni incontro diventa una piccola festa di fede; un rosario condiviso, un sorriso, un gesto di pace.

Poi, le acque del grande fiume si aprono alla Processione Fluviale, dove barche adornate di fiori e bandiere trasportano la statua di Nazaré. È un pellegrinaggio che unisce cielo e fiume, popolo e natura, memoria e speranza. La Vergine naviga tra le correnti del tempo come segno di presenza e di amore che non passa, creando uno spettacolo di fede e bellezza. Le preghiere e i canti si mescolano al suono delle sirene, trasformando il fiume in un grande sagrato. È la Madre che visita i suoi figli e benedice gli abitanti che abitano sulle rive del fiume.

Un altro momento molto bello è la Messa della sostituzione del Manto nel sabato, segno di rinnovamento e gratitudine, ogni manto porta un messaggio spirituale e una promessa di amore. Dopo la messa, si fa la Traslazione dell’immagine al Santuario di Fatima che nel giorno dopo la Vergine di Nazaré esce per le strade di Macapá nel suo cammino di fede.

La domenica è il giorno culminante, la grande processione del Círio. Quest’ anno 150 mila persone hanno percorso le vie della città con emozione e fede profonda, famiglie intere camminano insieme, ringraziando e pregando. Il Círio è il volto della fede amazzonica, semplice, forte e pienamente Mariana.

La Corda del Círio è un legame di fede e promessa. Simbolo centrale della processione, la corda rappresenta per i devoti un gesto di sacrificio e riconoscenza, toccarla, portarla, trascinarla significa offrire la propria promessa e ringraziare per una grazia ricevuta.

Ogni passo compiuto con fatica e lacrime è una preghiera silenziosa: Grazie, Madre di Nazaré, perchè cammini con me. La corda unisce migliaia di persone in un unico cammino di fede e speranza, è il cuore pulsante del Círio, una catena viva che lega i cuori al cielo.

Durante l’ ottava del Cirio ci sono tanti altri eventi, fra questi c’è la Romaria dei Giovani, una processione  che non è solo un camminare, ma un grido di vita, un canto che dice al mondo: Maria cammina con noi! Insieme, ragazzi e ragazze percorrono le strade della città portando il Vangelo con il linguaggio del cuore e dell’allegria.

Alla fine del pellegrinaggio, la Festa dei Colori trasforma la piazza in un mosaico vivente. Polveri colorate si alzano al cielo come preghiere di gioia, e ogni sfumatura racconta qualcosa: il giallo della speranza, il rosso dell’amore, il verde della vita, l’azzurro della pace. In questo incontro tra fede e festa, la gioventù amazzonica mostra il suo protagonismo, non resta spettatrice, ma diventa voce, luce e movimento. Con Maria, la Regina dell’Amazzonia, i giovani imparano a dire sì alla vita, sì a Dio, sì al servizio e alla speranza, una Chiesa che canta, danza e cammina per le strade con il cuore acceso perché la fede, quando è vera, ha sempre i colori dell’amore.

Il ciclo delle feste si chiude con il Recírio, la processione delle luci. Le strade si illuminano con le candele, come un mare di stelle che accompagna il ritorno della Vergine. È un addio che non è fine, ma promessa: Maria continuerà a camminare tra il suo popolo.

Così, Macapá si rinnova ogni anno in questa grande sinfonia di fede, cultura e devozione. È Círio un’altra volta e ogni volta è come la prima, perché l’amore per la Regina dell’Amazzonia non conosce tramonto.

 

Viva la Regina dell’Amazzonia! Viva il Círio di Nazaré!

Sr. Nilma di Gesú

Read More →

Se facciamo un salto nei luoghi dove è iniziata la vita di Teresa Maria della Croce, a Campi Bisenzio (FI), possiamo conoscere i passi della sua avventura con Dio. Al Conventino c’è l’inizio, la scelta di avere un rapporto esclusivo e totale con Dio.

E il nostro cuore per chi è fatto? A chi desideriamo donare tutta la capacità d’amore che è nel nostro cuore?

Nella cappella di San Giusto, ella coltiva il suo rapporto personale con il Signore, e in ascolto della sua voce, discerne i passi del cammino:

che cosa vuoi che io faccia? Cosa vuoi che io diventi? 

Nella stanza dove è vissuta notiamo una grande sobrietà ed essenzialità che rivela la scelta del cuore: l’amore di Cristo, che desidera tenere stretto a sè, vivere in intimità con Lui.

Nella stanza dove ha trascorso gli ultimi mesi di vita, ha vissuto la consegna totale di se stessa nell’amore, attraversando lo spogliamento e il dolore della malattia, e crescendo nella fiducia e nell’abbandono a Colui che l’aveva scelta come Sposa.

E noi come attraversiamo i deserti e le difficoltà della nostra vita? 

Questi piccoli squarci nella vita di Beata Teresa Maria della Croce, rivelano che la santità è un dono che ciascuno può cogliere a piene mani, senza dover aspettare grandi occasioni per diventarlo. La vita, così com’è, anche quando anonima e nascosta, è occasione di santità, ovvero di unione con Dio, che abita in noi e in ogni istante del nostro tempo.

Read More →

Le notizie dalla nostra comunità di Dronka (diocesi di Assiut) in Egitto sono molto ricche di attività e volti di ogni età. Le foto che catturano alcuni momenti di catechesi, preghiera e condivisione mostrano una partecipazione di bambini, ragazzi e adulti sempre molto numerosa, che parla di una Chiesa viva, feconda, forte nella fede e nella speranza.

Gioire nella speranza: è il ritiro per i ragazzi delle superiori e i loro catechisti della diocesi di Assiut. Un ritiro fatto di silenzio e nella meditazione della Parola di Dio. Ogni ragazzo è stato accompagnato personalmente, vi sono stati momenti di adorazione, esame di coscienza e discernimento tra il bene…e il bene maggiore!

Giriamo in tutte le parrocchie incontrando i ragazzi delle superiori, affrontando temi a loro più vicini, come quello dell’amore: cos’è l’amore vero? Come posso capire se quello che vivo è un amore vero o no?

La parrocchia di Dronka in cui siamo presenti ha organizzato inoltre una scuola materna per bambini dai 3 anni (mentre la scuola pubblica accoglie solo a partire dai 5 anni). I bambini hanno bisogno di una figura che stia loro vicini e che li educhi. La comunità offre loro non solo un riferimento educativo, ma anche esercizi di psicomotricità, una regola giornaliera di piccoli riti quotidiani che li aiuteranno nel passaggio alla scuola primaria e un’introduzione alla preghiera e al rapporto con Dio. Nelle foto è possibile vedere il progetto di quest’anno: i bambini sono andati da un sarto dove hanno visto come si prendono le misure, si taglia un tessuto e si cuce un abito da uomo.

In parrocchia è nato inoltre un gruppo per bambini e persone con disabilità. I bambini disabili hanno bisogno soprattutto di affetto e pazienza. Suor Mariam ci dà la sua testimonianza personale: “entrando in questo gruppo ho ritrovato me stessa, ho imparato da loro la semplicità di amare gratuitamente, la gioia di un sorriso”. E’ un servizio fatto di gesti di cura, incontro e gioco. Questi momenti sono un aiuto affinchè i ragazzi possano ogni tanto uscire dal loro ambiente e vedere posti diversi, vivere esperienze di socialità e di preghiera. Questo ha aiutato la comunità parrocchiale stessa a conoscere e ad accogliere le persone con disabilità.

La comunità vive ora il tempo dell’Attesa in preparazione al Natale, sotto il segno della Speranza: è il tema che ora accompagna anche le famiglie della nostra parrocchia.

I ragazzi, oltre ai momenti di preghiera e adorazione, stanno vivendo anche momenti di servizio e carità rivolti a ragazzi disabili e alle persone anziane. Noi suore andiamo a visitare persone e famiglie che sono in difficoltà, che vivono un lutto.

Read More →

Padre Miguel de María Márquez Calle, generale dell’Ordine Carmelitano, ha celebrato oggi la S. Messa nella chiesa di San Giuda Taddeo a Roma. Durante la Messa ha distribuito i semi della senape di Betlemme alla gente, come simbolo della piccolezza, che nelle mani di Dio può crescere ed essere molto feconda. La nostra debolezza, i nostri limiti, non sono mai un problema. Il problema è solo la fiducia. Lui può fare i miracoli in chi si fida veramente. Pensiamo a Davide: è il più piccolo, ma avrà fiducia in Dio e vincerà Golia. Mi dico: sono piccolo! E il Signore risponde: E’ impossibile per te, non per me! Noi siamo canali: siamo piccoli, poveri, ma diciamo “Eccomi!” e il Signore compie miracoli. Se il Signore trova l’umiltà nel cuore di una persona, farà miracoli! Gesù afferma: “Sono venuto per fare la volontà di Dio”. Ogni giorno anche noi chiediamoci: cosa vuoi dirmi Signore? Icona dell’Avvento è Maria, donna incinta e in cammino, si fida di Dio senza alcuna sicurezza e si mette in cammino, in fretta, ovvero con amore, con il cuore innamorato.

Read More →

14 dicembre 2024: Mary entra nella tappa del postulandato nella comunità di Dronka in Egitto. Questo primo passo del cammino di consacrazione permette di approfondire il proprio discernimento sulla scelta di vita facendo un’esperienza diretta della vita religiosa: vita di preghiera, vita di comunità e apostolato.

Durante questo periodo si viene accompagnati a fare un cammino di maturazione umana e spirituale, e a conoscere e comprendere progressivamente l’identità della vita religiosa e del nostro carisma.

Si conosce più direttamente la preghiera carmelitana e liturgica tipica della nostra Famiglia religiosa, così da scoprire la bellezza di un’amicizia intima e personale con Gesù Cristo, cuore dell’esperienza carmelitana.

Mary, che ha già vissuto per dei brevi periodi nella comunità di Dronka e ha inoltre trascorso alcuni mesi nella comunità di Firenze, ha la possibilità così di verificare ulteriormente la propria chiamata alla consacrazione e proseguire nel cammino di appartenenza e sponsalità.

Accompagniamola con la preghiera.

Read More →

Molto prima della Dichiarazione dei Diritti Universali del Bambino (1959), in Brasile esisteva già una giornata speciale dedicata ai bambini. Fissata il 12 ottobre, fin dal 1924. Quindi, cento anni fa.

Doveva essere una giornata di particolare riflessione sulla cura e protezione dei bambini.

Per più di vent’anni questo evento non si è concretizzato finchè alcuni impreditori presero l’iniziativa di fare una grande pubblicità e lanciare nel commercio numerosi prodotti di interesse per i bambini: giocattoli, prodotti per l’igiene, vestiti, attrazioni, insomma tutto ciò che avrebbe potuto aumentare il commercio. Allo stesso tempo, le scuole e le chiese cominciarono a includere nei loro calendari momenti di riflessione per portare uno sguardo più umanitario verso questi piccoli tanto amati da Gesù. Eccoci allora qui a festeggiare con i bambini per far loro capire quanto sono amati da noi, ma prima di tutto da Dio. Quest’anno abbiamo toccato con mano questo amore, perché ogni dettaglio della Festa che abbiamo organizzato per i Gruppi dei nostri bambini e adolescenti ha avuto come protagonista la Divina Provvidenza. Essa è arrivata prima ancora che potessimo sognare di realizzare un evento come questo. Doveva essere solo un pomeriggio di svago per i nostri bambini, ma… Gesù, che li ama più di ogni altra cosa, ha fatto arrivare a casa nostra una donazione da parte di qualcuno che non conoscevamo nemmeno consistente in giocattoli, nuovissimi e già confezionati, pronti da consegnare, tanto per i ragazzi quanto per le ragazze. Qualcun altro ha avuto l’idea di mandare inoltre un clown per animare la festa e un enorme trampolino che ha portato gioia ai bambini. Ci rimaneva solo da preparare lo spuntino…ma Gesù non si lascia vincere in cortesia, diceva la Bettina. Al momento di pagare il rinfresco ci è arrivata tra le mani un’offerta. Il giorno della festa suor Lucinara ha dovuto assentarsi per motivi familiari, ma Dio Provvidente non ci lasciò nei guai. Tanti volontari si sono presentati per aiutarci e fotografare l’evento. È stato tutto meraviglioso, una vera Festa della Provvidenza. Grazie Signore per tutto. E Grazie a tanti cuori generosi che si sono presentati per fare la Festa ai Bambini, e ci hanno fatto comprendere quanto Dio li ama.

sr Nilma di Gesù

 

Read More →

Penso che Dio abbia inventato noi persone consacrate, come tutti gli altri credenti, per portare la luce del Vangelo a modo nostro nei diversi tempi, culture, luoghi, situazioni in cui viviamo: per essere infine quella stessa luce. Siamo qui per mostrare che la ricerca di Dio è assolutamente essenziale e che questa ricerca dà un centro a tutte le altre “ricerche”: il bisogno e il desiderio di Dio è come un centro di gravità, senza il quale ci disintegreremmo e ci frantumeremmo in un universo di desideri, bisogni, pensieri, emozioni…

Ma per certi versi nei nostri conventi non siamo diversi da qualsiasi altro credente – in fondo, vogliamo tutti seguire Cristo. Abbiamo tutti bisogno di abbandonarci alla corrente d’amore che ci anima, ci attraversa e continua ad animare il mondo in cui Dio ci ha posto. Non siamo molto diversi nelle nostre relazioni interpersonali: viviamo i nostri drammi individuali e sociali e spesso non sappiamo affatto vivere insieme come vorremmo, ci feriamo a vicenda, deludiamo le nostre aspettative e quelle degli altri, sappiamo esattamente cosa dovremmo fare ma non lo facciamo… Siamo fragili e miserabili come qualsiasi altro essere umano, nonostante i nostri voti di castità, povertà, obbedienza… o qualsiasi cosa abbiamo scritto nei nostri ordini religiosi. Il più delle volte non siamo migliori delle altre persone, umanamente parlando. Vivere in una comunità religiosa a volte può essere, se non un inferno, almeno un purgatorio.

Allora in cosa siamo diversi? A differenza di chi ha pronunciato i propri voti di vita all’interno di un’intensa vita familiare o si è dedicato al lavoro per gli altri, noi religiosi nei nostri conventi non abbiamo assolutamente alcun alibi per non lavorare su noi stessi, interiormente. Ciò significa decidere davvero, ogni giorno, con serietà, di consegnare al Signore tutte le nostre fragilità, tutto di noi stessi, senza smettere al contempo di credere che tutto ciò che gli consegniamo sarà da Lui trasformato per santificare il suo nome in noi, affinché grazie al nostro abbandono Dio diventi davvero sempre più chiaramente presente al mondo attraverso tutto il dolore e la gioia, attraverso ogni desiderio, pensiero, gesto e azione che viviamo e gli offriamo.

Dai primi secoli a oggi è vero che le persone consacrate ci sono per Dio e per gli altri: ma forse in modo diverso da come pensiamo. Consacrare la propria vita a Dio significa principalmente permettere allo Spirito di Dio di operare con me, di “disturbarmi” costantemente. Significa accettare di lasciare che lo Spirito mi conduca continuamente a uscire dalle mie certezze. Significa consentirgli di guarirmi affrontando il mio passato, le mie cadute, le mie paure, le mie tensioni interiori e integrandole nell’insieme della vita, affinché Dio, a cui nulla rimane nascosto, possa finalmente risplendere. Dargli tutto significa, a volte, raccogliere tutto il mio coraggio e lanciarmi proprio nell’epicentro di ciò che temo di più. Essere religiosi, oggi, significa accogliere la chiamata alla lotta spirituale, non tirarsi indietro e persistere in essa con la speranza che tutto vada bene. Siamo nelle mani di Dio.

La nostra lotta avviene nella consacrazione a te, Dio. Tutto ciò che è mio è anche tuo: tu mi porti, mi guarisci, mi fortifichi, mi resusciti dove è necessario. Ciò che è tuo è mio: sei la mia forza, il mio sostegno, il mio conforto.

Stiamo attraversando questa lotta spirituale per tutti, affinché tu abbia sempre più spazio nel mondo, in ognuno di noi, affinché possiamo vivere del tuo amore e nel tuo amore: questo è anche il modo in cui siamo qui per gli altri . Vivere in modo tale che Dio sia soddisfatto di noi e che la nostra gioia sia piena.

Amato Dio, uno e trino, tu ami tutto ciò che hai creato, a tutti dai la vita e tutto benedici: completa dunque l’opera di consacrazione che hai iniziato in ciascuno di noi. Fa’ che possiamo irradiare la tua vita divina con le nostre vite e diventare ciò che dovremmo essere, possa il mondo intero con noi crescere sempre più profondamente nel tuo amore, giorno dopo giorno.

Denisa Červenková

intervista apparsa su https://www.vaticannews.va/cs/

Read More →

La vita consacrata è bella. È bello appartenere a Cristo. Ed è bello appartenergli in una famiglia religiosa. Con cuore pieno di pace e riconoscenza, ho dunque rinnovato i voti religiosi, questa volta, per sempre. Ammetto che ci vuole audacia per compiere una scelta per sempre, che mi sono dovuta sbilanciare verso un terreno insicuro, non conosciuto, che mi faceva paura. Perché nessuno sa, cosa sarà. La leva su cui ho fatto forza per compiere questo salto, è stata una rilettura del percorso fatto fino a questo momento. Un cammino, nel mio caso, fatto sicuramente di determinazione e tenacia. Ma ero arrivata ad un punto in cui tutta la buona volontà non mi era sufficiente per proseguire. È stato il momento della crisi. Quel punto in cui tocchi il fondo e arrivi all’essenziale, e come si dice, o la va o la spacca. Allora percepivo quel tempo come un grosso buco nero. Ora lo considero come una svolta, una benedizione. È stato il momento favorevole per entrare finalmente in contatto con me stessa, con le mie zone d’ombra e di luce. Quel momento che ha attivato un lavoro interiore, di consapevolezza, guarigione, accoglienza, con tutta la sua componente di fatica e dolore, ma non solo. Il Signore sembrava rimettere insieme i pezzi della mia interiorità un po’ spaccata, che poi rendeva difficili anche le mie relazioni. Parlo di momento, ma forse sarebbe più corretto parlare di un processo che era maturato al suo culmine. E il tempo della mia più grande fragilità, si è rivelato quello della più grande forza, che ora sostiene la mia scelta, per cui ora posso andare incontro al mio futuro con serena fiducia.

La chiave mi sembra proprio questa: entrare, finalmente entrare in questo spazio interiore, seppure confuso o dolorante. Concedermi il tempo per restarci, per prenderne contatto, per lasciare che il Signore vi posi il suo sguardo e la sua azione amorevole. Questo rapporto così personale con il Signore e me stessa, è stata la grande chiave per una progressiva riconciliazione, che si rinnova di giorno in giorno. Convertire lo sguardo interiore, lasciando spazio a quello di Dio, ha poi convertito anche il mio sguardo sugli altri e sulla realtà che vivo. Questo è ora il mio più grande punto di forza. So che se in futuro mi troverò in momenti di aridità, difficoltà o conflitto, questo spazio interiore e questo rapporto intimo con il Signore sarà il luogo dove attingere perdono, riconciliazione, speranza, forza, capacità di amare.

Ma non è finita qui: a guidarmi, accompagnarmi e sostenermi in questo cammino sono state numerose persone che il Signore mi ha posto accanto. Il mio cuore è pieno di riconoscenza

per loro. Suore, sacerdoti, amici, compagni di studio, persone in ricerca, assetate di Dio. So che la Chiesa è l’altro grande punto di forza. La comunità, la fraternità, ovvero tutti quei rapporti personali che il Signore mi dà la grazia di intrecciare e con cui posso crescere insieme.

Preghiera e fraternità, i due pilastri che mi sostengono, e di cui il Signore mi chiede a mia volta di prendermi cura: curare il rapporto con Dio, dedicandogli tempo e il silenzio necessario per il nostro incontro, e curare i rapporti, per costruire la Chiesa.

La vita consacrata è bella. La vita in compagnia del Signore e dei fratelli e sorelle è davvero bella. Dunque, “Eccomi, Signore, si compia in me la tua Parola”. E ancora, citando la Seconda Lettera ai Corinzi: “se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione”. (2Cor5,17-18)                                                                             Sr Marta del Verbo di Dio

Read More →

Ho cantato con Maria il Magnificat nel giorno della professione perpetua, quando ho annunciato il mio Sì per sempre al Signore, a questo amore che mi ha spinto ad andare sempre avanti, a non lasciarlo mai, ed a proseguire il mio cammino fino ad arrivare a questo giorno indimenticabile.

Davvero grandi cose ha fatto in me il Signore! Con gratitudine faccio memoria del mio incontro con Gesù, mio Maestro: anche se frequentavo la chiesa, ero catechista (anche … brava, mi dicevano), non lasciavo a Dio lo spazio per entrare in profondità dentro di me, e non avevo la capacità di ascoltarlo e lasciarlo parlare, perché nella preghiera e nei miei impegni, ero sempre io a parlare.

È arrivato il giorno opportuno, però: una delle suore presenti a Dronka in quel periodo ci ha proposto di fare sosta con il Signore, cioè di stare in silenzio davanti a Gesù Eucaristia, per mezz’ora; sono passati i primi dieci minuti e ogni tanto guardavo l’orologio, il tempo non passava mai, e mi sembrava che fosse passata più di mezz’ora, e dicevo ame stessa: che noia!

Da quel giorno, ripetendo questa esperienza, ho iniziato a capire che è davvero necessario lasciare spazio a Dio che parla, soprattutto quando facciamo l’adorazione eucaristica, di fronte alla sua Presenza viva.

E così, ho incominciato a cercare ogni tanto tempo per andare a pregare, per stare con Gesù, perché ho gustato la bellezza, la pace dello stare con Lui; è diventato il mio amico, al quale raccontavo tutto (e con cui anche ogni tanto mi arrabbiavo!).

Ringrazio la mia famiglia perché mi ha insegnato e abituato fin da piccola a frequentare la chiesa, ad andare per qualche giorno agli esercizi spirituali, a trovare qualche momento di preghiera personale, e anche ringrazio, per questo, la comunità parrocchiale.

Dopo un po’ di tempo di esperienza intima con Dio che, come dice santa Teresa, consiste nello “stare con chi sappiamo che ci ama”,  ho scoperto che il cammino della preghiera non è sempre semplice, perché comporta anche una lotta con le tante voci che abbiamo dentro di me; Pian piano, ha iniziato a risuonare spesso in me questa frase: “Mariam, Tu mi appartieni”; il mio padre spirituale mi ha aiutato tanto a distinguere la voce di Dio in mezzo alle altre voci, e a dialogare con la mia famiglia di quello che sentivo, e alla fine ho risposto: “Signore, sono tutta tua!”.

Durante il lungo cammino che mi ha portato ad essere sposa di Cristo, ho toccato sempre la presenza del Signore: da quando ho lasciato l’Egitto fino dal giorno della professione perpetua, cioè il giorno del mio matrimonio spirituale, ho vissuto una gioia che riempie il cuore, perché ero consapevole che, con i miei limiti le mie fragilità, non ce l’avrei mai fatta senza la Grazia del Signore.

Quel giorno, attorno a me era tutta la mia famiglia, e soprattutto il mio papà che mi guardava dal cielo e faceva festa lì, e la mia famiglia religiosa, e amici e colleghi di lavoro… E poi, un altro dono grandissimo: la professione è stata presieduta dal nostro vescovo Daniele, il mio padre spirituale, proprio lui che aveva accompagnato dalla nascita la mia vocazione.

Ringrazio il Signore per questo dono speciale, e desidero con il suo aiuto di essere sposa fedele e perseverante nel rispondere all’amore infinito dello Sposo, e di fissare lo sguardo su di lui, il centro della mia vita.

Sr Mariam di Gesù Maestro

Read More →

“Mi dono con tutto il cuore a Dio in questa famiglia”
Sono le parole di suor Maria della Risurrezione che oggi, il 12 luglio, ha rinnovato il suo sì al Signore nella nostra famiglia delle Carmelitane di S. Teresa di Firenze.
Accompagniamo il suo sì con la nostra preghiera

Read More →