Ecco, io faccio nuove tutte le cose. (Ap21, 1-5)
La seconda lettura di questa domenica parla di una relazione con Dio ti tipo sponsale. E’ la vita eterna, nella Gerusalemme celeste. Ma è la vita già ora, perchè già ora qui sulla terra Dio è con noi.
Nel Vangelo Giuda ci ricorda però la nostra lotta odierna con le nostre tenebre. E’ notte, la notte dell’Ultima Cena, e Giuda esce dalla comunione del cenacolo, si allontana dall’amicizia con Gesù e con gli altri apostoli per sprofondare nel buio della notte fonda.
Eppure più è notte, più la luce dell’amore di Cristo splende. Un amore che non chiede di essere corrisposto, ma che si dona liberamente, e con totalità.
A questo amore possiamo attingere. Da questo amore ci possiamo lasciar attrarre. Ed Egli ci donerà una vita nuova, di comunione. La verifica del nostro rapporto con Dio sta proprio nel nostro rapporto con gli altri. Più ci avviciniamo alla fonte del perdono e dell’amore, più il nostro cuore si spalanca e diviene in grado di amare nel bene e nel male anche gli altri.
Come rimanere nel suo amore?
Proponiamo per la preghiera di oggi le parole di S. Maddalena de’ Pazzi, una santa carmelitana che festeggeremo il 25 maggio. Ella descrive come l’anima possa amare Dio in diversi modi, ma il “top” è questo:
l’amore relassativo.
L’italiano, anche se un po’ antico, non lascia dubbi: un amore rilassati. Sì, ci dice di rilassarci in Dio, arrenderci al suo amore ed essere totalmente ricettivi e passivi: Egli opera in noi con il suo amore.
“Amore ozioso che opera gran cose. E’ ozioso, sì. E come è ozioso se opera? E come opera se è ozioso?
E’ oziosso perchè se ne sta contemplando Dio e lo vede essere d’una bontà somma, d’una grandezza infinita, d’una sapienza profonda, e che tanto ricerca dalla creatura, la quale vedendosi essere un nichilo non può corrispondere a tanta grandezza. Perciò se ne sta esso amore, voglio dire la creatura che possiede questo amore, se ne sta oziosa a considerare le infinite perfezioni di Dio con la sua bassezza, lasciando operare ogni cosa a Dio, onde in questa sua oziosità opera gran cose.” (RE,211-212)
sr Marta del Verbo di Dio











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