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Collège N.D. du Mont Carmel

des Srs Carmélites de Ste Thérèse

–Fanar-

مدرسة سيدة جبل الكرمل

للراهبات الكرمليات للقديسة تريزاي

–الفنار–

 

Libano – Fanar, novembre 2024

 

“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.” (Mt 25,40)

 

Carissimi amici,

Vi scriviamo per condividere con voi la situazione della nostra missione in Libano.

La scuola Notre Dame du Mont Carmel, sorta nel 1963, appartiene alla congregazione delle Suore Carmelitane di S. Teresa di Firenze. È situata sulla collina di Fanar, che significa Faro, prospiciente al mare, alla periferia di Beirut.

In effetti la nostra missione in Libano risale al 1904, quando la fondatrice Beata Teresa Maria della Croce ha inviato le prime tre suore missionarie a Kobayat, in risposta alla richiesta dei Padri Carmelitani che si trovavano già in Libano.

Fanar ha vissuto momenti molto forti e difficili durante le guerre civili protrattesi dal 1975 al 1990: un lungo periodo che ha visto le suore del tempo accanto agli umili e ai piccoli, testimoni di pace e di unità.

Ancora oggi purtroppo il Libano subisce il dolore della guerra iniziata lo scorso ottobre 2023; è un altro flagello che si aggiunge a quelli del Covid, l’esplosione del porto, la crisi economica e politica… Il popolo vive l’angoscia e l’incertezza per il domani.

Nella nostra scuola si trovano tutti i cicli scolastici, dalla materna fino alle maturità. I ragazzi entrano a far parte della famiglia carmelitana a 3 anni e terminano a 18. Attualmente accompagnamo circa 1300 allievi, per la massima parte cristiani, ma anche musulmani. Ultimamente, abbiamo anche accolto poche famiglie rifugiati.

Il vostro contributo è di aiuto alle famiglie che si trovano in difficoltà economica e di sostegno per la nostra missione, affinché possiamo continuare ad essere presenti e vicine ai più poveri e ai più piccoli sia nell’ambito educativo sia nella pastorale della chiesa locale.

Uniamoci nella preghiera per la pace e per un’alba nuova per il Libano e il Medio Oriente.

Grazie per tutto quello che farete per noi.

Vi salutiamo cordialmente,

Le suore carmelitane in Libano

 

 

Per eventuale aiuto IBAN:

IT56 H030 6909 6061 0000 0018 364

Istituto suore Carmelitane di Santa Teresa di Firenze Intesa Sanpaolo

 

Tel et Fax : 01-681301/2/3           E-mail : contact@ndmc.edu.lb                                                           http : www.ndmc.edu.lb

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Venezia 6 novembre 2024: “Mare e cielo di pace” è il Progetto Educativo Internazionale promosso da Nadia de Lazzari e dall’associazione Venezia pesce di Pace,  per promuovere la sostenibilità in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Ha riunito 1000 bambini per promuovere la pace tramite un simbolico ponte di carta colorato che ha dato vita ad un libro. Tale progetto ha coinvolto diverse scuole da quattro paesi diversi, tra cui la nostra scuola “Collège Notre Dame du Mont Carmel” di Fanar, in Libano.

Si tratta di un modo di educare alla Pace attraverso il disegno e i colori. I bambini, della stessa età ma di diversi paesi (Italia, Libano, Turchia e Grecia), hanno realizzato dei disegni sul tema, in una sorte di rete di amicizia e collaborazione che supera ogni distanza.

Ho avuto l’opportunità di parlare, rispondendo alla domanda di un ragazzo di quinta, a nome dei ragazzi di Fanar per ringraziare quelli di Venezia per la loro vicinanza ai coetanei libanesi, donando loro la speranza di un futuro migliore.
Che il Signore, Principe della pace, guidi i cuori dei grandi e dei piccoli verso una pace profonda e duratura.

Suor Nour di Dio Padre

 

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18 novembre 2023: solo a pensare a quel giorno, il mio cuore trabocca di gratitudine e gioia: era il giorno della mia professione perpetua, il giorno del mio sì per sempre al Signore, mio Sposo.

Prima della celebrazione, avvenuta nella nostra Cattedrale in Egitto, mi rendevo conto che tutto in me era particolarmente connesso con il Signore, stavo alla Sua Presenza mentre mi preparavo. Ero molto felice e parlavo con Lui continuamente. È stata questa la Grazia più grande, che mi ha reso molto serena e mi ha dato pace interiore. Non posso negare, né dimenticare che anche lungo il cammino di preparazione, ho ricevuto sempre “Grazia su Grazia” ad ogni passo; pertanto, la gratitudine mi ha fatto gustare ogni particolare di questo giorno e mi ha aiutato a viverlo in pienezza: la grande gioia della vocazione, le tante emozioni che si intrecciavano tra loro, la folla di pensieri che ronzava nella mia testa … e che dire? Sono profondamente grata e riconoscente per il dono di Dio: “tutto quello che è in me, benedica il suo santo nome.” (Sal 103)

Pochi minuti prima della celebrazione sono scappata in cappella e mi sono fermata a guardare sorridente il tabernacolo ripetendo la frase che avevo scelta come risposta all’appello dalla madre durante la Messa: “Eccomi, sono tutta tua. Nata per te, vivo per benedirti in ogni tempo.” Ogni parola dice tanto del mio vissuto e del mio cammino lungo il tempo di formazione.

Eccomi: è la parola di Maria, Madre di Gesù e modello della vita consacrata, alla quale guardo con molta stima. Desidero imitarne la docilità nel realizzare e incarnare la Volontà di Dio nella mia vita.

Sono tutta tua: è un modo per esprimere il mio abbandono totale al Signore, la mia disponibilità ad accogliere tutto e la prontezza nel mettermi completamente a sua disposizione. Volevo dirgli che tutto ciò che sono e possiedo, lo restituisco a Lui, perché faccia ciò che vuole con molta libertà.

Nata per te: io credo e sono convinta di essere nata per diventare sposa di Cristo seguendo la spiritualità carmelitana, di cui sono molto innamorata.

Vivo per benedirti in ogni tempo: qui è racchiuso tutto il mio desiderio. Ho voluto aggiungerlo, anche se ha allungato la frase, proprio perché sono parole molto importanti e preziose. Non solo sono parole che mi hanno accompagnato nei giorni più difficili della mia vita, ma sono state per me come il respiro che mi dava vita e speranza, erano la preghiera del cuore che mi univa al Signore. Infatti il desiderio più profondo che mi abita è di continuare a benedirlo e ringraziarlo in OGNI tempo e per sempre. Non voglio smettere mai di lodarlo e di amarlo, sia nelle circostanze facili, che in quelle difficili e in quelle che sembrano impossibili da affrontare. Questo significa che il mio amore per il Signore non dipende dalla mia condizione di vita, né dalle circostanze. Io amo il Signore perché Lui mi ha amato per primo e merita il mio amore. Dunque non mi importa se fuori “piove ed è grigio”, perché dentro di me c’è il Sole che scalda il mio cuore.

Sono molto consapevole della mia debolezza e delle mille volte al giorno in cui tradisco questa mia promessa di amarlo, ma conto sempre sulla Sua fedeltà perché “La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte, né la freccia che vola di giorno.” (Sal 90) Perciò nessuna notte, né il buio, mi fanno paura e neanche la mia fragilità mi spaventa perché: “Il Signore completerà per me l’opera sua” (Sal 137). Sono fiduciosa e abbandonata nelle sue mani perché “Tutto concorre al bene” (Rom 8,28).

Ho gustato ogni parola e ogni gesto della Celebrazione, che è stata un momento intenso di preghiera. Le parole non bastano per spiegare quanta grazia e benedizione ho ricevuto in quel momento.

“Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Adempirò i miei voti al Signore, davanti a tutto il suo popolo” (Sal 115): davvero il Signore è stato, è e sarà molto generoso con me. Io non ho altro da fare che cercare di amarlo con tutto il cuore in modo casto, obbediente e povero, custodendo sempre il mio rapporto personale e intimo con Lui. Prego perché altre anime possono toccare questa felicità e sperimentare l’amore grande con cui ci ama il Padre, che ha dato suo Figlio in riscatto per tutti. Voglio dire che vale la pena seguire Gesù in questo modo esclusivo che è la vita consacrata!

Sr Dina della Santa Famiglia

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La vita consacrata è bella. È bello appartenere a Cristo. Ed è bello appartenergli in una famiglia religiosa. Con cuore pieno di pace e riconoscenza, ho dunque rinnovato i voti religiosi, questa volta, per sempre. Ammetto che ci vuole audacia per compiere una scelta per sempre, che mi sono dovuta sbilanciare verso un terreno insicuro, non conosciuto, che mi faceva paura. Perché nessuno sa, cosa sarà. La leva su cui ho fatto forza per compiere questo salto, è stata una rilettura del percorso fatto fino a questo momento. Un cammino, nel mio caso, fatto sicuramente di determinazione e tenacia. Ma ero arrivata ad un punto in cui tutta la buona volontà non mi era sufficiente per proseguire. È stato il momento della crisi. Quel punto in cui tocchi il fondo e arrivi all’essenziale, e come si dice, o la va o la spacca. Allora percepivo quel tempo come un grosso buco nero. Ora lo considero come una svolta, una benedizione. È stato il momento favorevole per entrare finalmente in contatto con me stessa, con le mie zone d’ombra e di luce. Quel momento che ha attivato un lavoro interiore, di consapevolezza, guarigione, accoglienza, con tutta la sua componente di fatica e dolore, ma non solo. Il Signore sembrava rimettere insieme i pezzi della mia interiorità un po’ spaccata, che poi rendeva difficili anche le mie relazioni. Parlo di momento, ma forse sarebbe più corretto parlare di un processo che era maturato al suo culmine. E il tempo della mia più grande fragilità, si è rivelato quello della più grande forza, che ora sostiene la mia scelta, per cui ora posso andare incontro al mio futuro con serena fiducia.

La chiave mi sembra proprio questa: entrare, finalmente entrare in questo spazio interiore, seppure confuso o dolorante. Concedermi il tempo per restarci, per prenderne contatto, per lasciare che il Signore vi posi il suo sguardo e la sua azione amorevole. Questo rapporto così personale con il Signore e me stessa, è stata la grande chiave per una progressiva riconciliazione, che si rinnova di giorno in giorno. Convertire lo sguardo interiore, lasciando spazio a quello di Dio, ha poi convertito anche il mio sguardo sugli altri e sulla realtà che vivo. Questo è ora il mio più grande punto di forza. So che se in futuro mi troverò in momenti di aridità, difficoltà o conflitto, questo spazio interiore e questo rapporto intimo con il Signore sarà il luogo dove attingere perdono, riconciliazione, speranza, forza, capacità di amare.

Ma non è finita qui: a guidarmi, accompagnarmi e sostenermi in questo cammino sono state numerose persone che il Signore mi ha posto accanto. Il mio cuore è pieno di riconoscenza

per loro. Suore, sacerdoti, amici, compagni di studio, persone in ricerca, assetate di Dio. So che la Chiesa è l’altro grande punto di forza. La comunità, la fraternità, ovvero tutti quei rapporti personali che il Signore mi dà la grazia di intrecciare e con cui posso crescere insieme.

Preghiera e fraternità, i due pilastri che mi sostengono, e di cui il Signore mi chiede a mia volta di prendermi cura: curare il rapporto con Dio, dedicandogli tempo e il silenzio necessario per il nostro incontro, e curare i rapporti, per costruire la Chiesa.

La vita consacrata è bella. La vita in compagnia del Signore e dei fratelli e sorelle è davvero bella. Dunque, “Eccomi, Signore, si compia in me la tua Parola”. E ancora, citando la Seconda Lettera ai Corinzi: “se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione”. (2Cor5,17-18)                                                                             Sr Marta del Verbo di Dio

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Il 15 luglio alle 19:00, nella chiesa della nostra casa madre a Campi Bisenzio, abbiamo celebrato la Messa Solenne presieduta da S. E. Stefano Manetti, Vescovo di Fiesole, per ringraziare il Signore per la sua fedeltà e per il dono del carisma affidato alla nostra Beata Madre 150 anni fa.
“Andiamo a farci sante! Povere e umili, di noi avrà cura il Signore.” Sono le parole pronunciate dalla B. Teresa Maria della Croce il 15 luglio 1874. Siamo pienamente grate al Signore per la storia che ha scritto con la nostra famiglia religiosa e per tutte le sue meraviglie che continuano fino ad oggi …

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“Io sono di Gesù e voglio essere di Gesù” così diceva la nostra fondatrice B.Teresa Maria della Croce “Bettina”.

Sr Nilma di Gesù ha così rinnovato i voti nella cappella della nostra comunità a Macapá – Brasile.

Accompagniamo il suo sì con intensa preghiera e ricordiamo tutti i cuori che sono in ricerca vocazionale perché siano generosi nel seguire Gesù Cristo povero, casto ed obbediente.

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